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Con tutto il rispetto, ma chi vuoi che voti una coalizione che non c’è?

di Giovanna Di Rosa

E alle Comunali 2023 successe che il miracolo della moltiplicazione dei voti e dei Sindaci non ci fu. Orrore, morte, disperazione e sgomento. Ne vince uno di Sindaci, e poi un altro. A Vicenza e a Trapani. Tutti e due con il nuovo corso miracolistico affidato a Schlein (per impallinarla meglio), hanno poco a che fare. Il vicentino l’ha gentilmente pregata di non farsi vedere durante la campagna elettorale, perché i vicentini sono troppo conservatori per una simile progressista. Insorsero gli sconfitti. Troppo accentratrice, decide da sola, fa tutto lei. Succede che spesso i segretari di partito facciano quella roba lì, ma non è indecente pensare che i peones se ne accorgano solo quando il partito perde. Ma una domanda da cretina vorrei rivolgerla anche io: potete davvero aspettarvi un miracolo da una segretaria che sta aspettando l’occasione più propizia come si aspettava Godot e che non ha detto cosa avrebbe fatto prima e non lo dice ora? Se in Italia vincono le coalizioni, come insegna la destra più orribile del dopoguerra si può anche solo ipotizzare che qualcuno voglia votare una coalizione che non c’è? E una coalizione come si costruisce, sui programmi o dicendo di qua e di là che “da soli non si vince”? Basta gridare ai diritti LGBTIQA+ per creare un consenso? Non so e non capisco, ma che son cretina l’ho già scritto prima.

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(30 maggio 2023)

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