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Quando Meloni, in tempi pandemici, attaccava ogni misura del Commissario Figliuolo

Le mascherine limitavano le libertà personali, per non parlare del Green Pass, per non parlare delle vaccinazioni, per non parlare delle ambiguità che strizzavano l’occhio i no-vax, per non parlare di tutte le grida, con un’indimenticabile Meloni paonazza travolta da se stessa contro Conte, per non parlare di tutto ciò che quella che è ora l’infallibile presidente del Consiglio dei Ministri ha contestato quando era all’opposizione, che è più o meno il 90% di tutto quello che sta facendo oggi che è la presidente del Consigliocontinua a parlare in Parlamento come una leader di partito: il suo.

E’ quindi politicamente inspiegabile, se non fosse per il veto di Salvini, la nomina del generale Figliuolo senza che si sappia dove prenderà i soldi che servono alla ricostruzione, ricalcando perfettamente le decisioni del governo Draghi persino in tema di sub-commissari, che ha attaccato senza quartiere per tutta la durata di quel governo, salvo poi governare peggio raccogliendo meriti che non ha – perché raccoglie i frutti di quel Draghi che ad altissimo volume contestava.

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Nel frattempo mentre in Parlamento Meloni si occupa di Mes  e di frasi a effetto, non è nemmeno pronto il decreto che elenca i poteri del Commissario né il come e quando dei denari che servono (nel frattempo le frane, è la loro natura come il governo insegna, rotolano a valle, anche questo sarà colpa di Bonaccini)…?

 

(28 giugno 2023)

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