āIniziamo un percorso di memoria attiva che vedrĆ la nostra cittĆ accogliere i primi simboli tangibili di un ricordo che non può e non deve sbiadire: con lāinaugurazione delle prime due pietre dāinciampo, Sassuolo rende omaggio ai suoi cittadini deportati, trasformando il selciato urbano in un monito costante contro l’indifferenzaā.
Con queste parole l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo, Federico Ferrari, annuncia lāavvio di un progetto dal profondo valore civile che si inserisce nel ricco cartellone per lā81° Anniversario della Liberazione: la posa delle prime due pietre dāinciampo in cittĆ .
Le pietre d’inciampo, meglio note come Stolpersteine, nascono con il tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime delle deportazioni nei campi del Terzo Reich; il progetto ha avuto inizio nel 1992, e consta nellāapporre, davanti allāingresso delle abitazioni delle vittime/deportati, blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone.
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Leggi l'articolo →āIl 25 aprile non ĆØ infatti solo una ricorrenza da celebrare, ma un’ereditĆ da coltivare ā prosegue lāAssessore ā per questo motivo abbiamo scelto proprio questo periodo per posare le prime due pietre dāinciampo entrando di diritto in un circuito internazionale di memoria diffusa. Ć fondamentale ricordare a futura memoria gli errori del passato, a maggior ragione in un periodo storico come quello che il mondo sta attraversando, in cui echi di guerra risuonano nuovamente con drammatica forzaā.
Il programma delle celebrazioni ĆØ vasto e coinvolge diverse realtĆ del territorio, partendo venerdƬ 17 aprile con la proiezione del capolavoro del neorealismo “Roma cittĆ aperta” presso il Circolo Alete Pagliani.
Il momento più atteso del percorso dedicato alla memoria delle deportazioni avverrĆ mercoledƬ 22 aprile dalle ore 10, quando saranno posate le pietre dāinciampoĀ in viale Cesare Battisti 12 e via Menotti 53, rispettivamente per ricordare Amilcare Bolzoni e Guglielmo Venturini. Alla cerimonia parteciperanno gli studenti dellāIstituto Volta che hanno preso parte al āViaggio della Memoriaā, due classi dellāIstituto Formiggini, che hanno attivamente contribuito alla ricerca storica ed una classe terza delle medie Leonardo da Vinci.
Amilcare Bolzoni nasce a Sassuolo il 16 novembre 1916, figlio di Alberto e Ida Giuliani. Nel dicembre del 1940 sbarca a Durazzo per prendere parte ai combattimenti del fronte greco-albanese ma la permanenza risulta assai breve poichĆØ giĆ nel febbraio ā41 si trova ospedalizzato a Valona e viene rimpatriato per motivi di salute. Dopo un temporaneo congedo, ĆØ nuovamente chiamato alle armi, con il 23° Reggimento Fanteria, nel luglio 1942. Con questa unitĆ , peraltro al comando del Col. Fulvio Ciancabilla, eroe modenese della Grande Guerra, fu chiamato ad operare in territorio Jugoslavo. In seguito alla dichiarazione dāArmistizio tutto il reggimento viene catturato dalle forze armate tedesche. Amilcare segue la sorte di altri 650.000 connazionali e diviene Internato Militare. Da questa prigionia non tornerĆ mai più.
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Leggi l'articolo →Guglielmo Venturini nasce a Sassuolo il 14 gennaio 1923, figlio di Giovanni e Norma Incerti. La sua classe di leva ĆØ una delle ultime ad essere richiamate. Guglielmo viene chiamato a servire con la Guardia alla Frontiera, XXVI Settore di Copertura, nel reparto Arditi, al comando del Ten. Francesco La Scala. La Guardia alla Frontiera era un corpo del Regio Esercito che aveva la funzione di presidiare le fortificazioni confinarie. In questo caso, nellāodierna Slovenia, a Villa del Nevoso (oggi Bisterza). In questa localitĆ fu catturato, a seguito dellāArmistizio. Con il numero di matricola 65551 viene rinchiuso in Germania negli Stalag VI / C / D / J. Ammalatosi gravemente di tubercolosi, spira tra le braccia dellāamico Bertoli Alete il 21 giugno 1944. Solo pochi giorni prima aveva, per lāennesima volta, con poche righe, rassicurato papĆ Giovanni e mamma Norma delle sue buone condizioni di salute.
Le iniziative proseguiranno il 23 aprile con un evento di “public history” in piazzale della Rosa dal titolo “Sassuolo tra guerra e venti di libertĆ ”, seguito dall’inaugurazione della mostra “Partiti, internati, mai tornati” presso la Biblioteca Cionini. In serata, la Sala Biasin ospiterĆ la proiezione “La Liberazione. Un film di famiglia”.Ā Il culmine delle celebrazioni istituzionali sarĆ sabato 25 aprile, con la Santa Messa in San Giorgio, il tradizionale corteo commemorativo accompagnato dalla Banda “La Beneficenza” e i momenti conviviali del “Pranzo della Resistenza” e della festa danzante pomeridiana al Parco Norma Barbolini. Il calendario si chiuderĆ il 26 aprile presso il monumento dedicato alla FEB, alla presenza di rappresentanti dellāEsercito Brasiliano, e con due trekking storici divulgativi a maggio sul Monte Ortigara e nei luoghi della strage di Monchio.
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(8 aprile 2026)
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