Si intitola The Plastic Detox, il docufilm appena lanciato da Netflix a livello globale. Il nuovo documentario affronta, in modo nuovo e avvincente, il problema della plastica, uno dei principali fattori che alimentano la domanda di combustibili fossili, come un’urgente questione di salute pubblica in tutto il mondo.
Tra i protagonisti intervistati dal regista premio oscar Louie Psihoyos, c’è anche il dottor Antonio Ragusa, oggi primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Sassuolo SpA, da anni impegnato nella ricerca su questo tema delicato e attuale, in particolare sui risvolti che proprio le microplastiche hanno sulla gestazione del feto e sul suo sviluppo, tra i primi ad aver provato la presenza di microplastiche negli esseri umani, col suo studio “Plasticenta”.
La plastica non è solo un problema di inquinamento. È una questione personale. Microplastiche e sostanze chimiche infatti sono presenti nel cervello, nel sangue e nei figli non ancora nati, con rischi per la salute legati all’aumento dei casi di malattie croniche. Il docufilm è stato presentato in anteprima al Change Now Annual Summit, evento paneuropeo che ha coinvolto oltre 40 mila persone. Alla tavola rotonda è stato chiamato anche il Dr. Ragusa, insieme al regista Louie Psihoyos ed Emma Stewart, Responsabile della sostenibilità di Netflix.
The Plastic Detox analizza il potenziale legame tra le microplastiche e la salute, approfondendo i vari modi in cui i prodotti in plastica siano già entrati a far parte delle nostre abitudini quotidiane, e indagando il rapporto plastica-salute dell’uomo. Il docufilm segue sei coppie con problemi di fertilità “apparentemente inspiegabili”, impegnate per tre mesi a ridurre uso ed esposizione a sostanze chimiche legate alla plastica nel tentativo di migliorare la propria salute.
(10 aprile 2026)
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