Sedici anni di reclusione per Antonello Lovato, titolare dell’azienda agricola dove lavorava Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano di 31 anni morto il 19 giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne di Borgo Santa Maria, nel territorio di Latina. Ricorderete la storia. Una storia orribile di sfruttamento e disumanità.
Satnam Singh era un bracciante agricolo indiano di 31 anni, vittima di un atroce caso di sfruttamento lavorativo nelle campagne pontine che durante il lavoro nell’azienda agricola di Lovato a Latina ebbe un braccio tranciato da un macchinario avvolgi-plastica. Invece di chiamare i soccorsi, il titolare dell’azienda caricò Singh su un furgone e lo abbandonò davanti alla sua abitazione, con l’arto amputato riposto in una cassetta per la frutta. A causa del comportamento di Lovato che di fatto non lo soccorse il giovane morì due giorni dopo in ospedale.
Lo scrive Gaiaitalia.com Notizie.
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L’8 luglio la Corte d’Assise di Latina ha pronunciato la sentenza di primo grado al termine del processo. Lovato era imputato per omicidio volontario con dolo eventuale mentre davanti al Tribunale di Latina si svolgeva un sit-in promosso dalla Cgil, presente la famiglia di Satnam Singh, la sua compagna, associazioni, lavoratrici e lavoratori, oltre al coordinatore di Libera Lazio, Giampiero Cioffredi e la consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo, Marta Bonafoni.
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(9 luglio 2026)
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