Di fronte all’onda d’urto del caos, tema guida del FestivalFilosofia 2026, Sassuolo sceglie di rispondere con l’arte, trasformando il proprio centro storico in un percorso espositivo a tre tappe dove la materia, la pittura e l’interazione si fanno strumenti di cura e riordino del mondo.
La prima grande fermata è tra le architetture barocche del Palazzo Ducale, dove dal 18 settembre al 31 dicembre prende vita “La partitura della materia”, la personale di Pino Deodato promossa da Marca Corona insieme alle Gallerie Estensi. Curata dalla Galleria Susanna Orlando, la mostra conclude la quarta edizione del progetto “Marca Corona per l’Arte”. In un suggestivo viaggio tra terracotta invetriata e stucchi seicenteschi, l’opera di Deodato non s’impone sullo spazio, ma si compone con esso: un’orchestrazione poetica che trova il suo culmine nella Galleria di Bacco. Qui risplende “ricAMARE. Il ricamo è un gesto d’amore”, nove bassorilievi in terracotta e foglia d’oro nati nel 2025 dalla collaborazione tra l’artista e i lavoratori dell’azienda ceramica, rileggendo i motivi dell’archivio storico attraverso la pazienza del lavoro artigiano.
Festivalfilosofia 2026 – Caos, le mostre
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A pochi passi, il linguaggio si fa imponente e viscerale. Venerdì 18 settembre alle 19, Paggeria Arte inaugura una doppia personale di eccezionale fascino, a cura di Nicolas Ballario: il confronto generazionale tra Julian Schnabel e Pietro Moretti. Organizzata dal Servizio Eventi Culturali con il sostegno di ANCI e del Dipartimento Politiche Giovanili, l’esposizione mette in dialogo il maestro newyorchese classe 1951 — celebre per le sue superfici monumentali e materiche — con la visione intima e fiabesca di Moretti, nato nel 1996. Seppur separati da decenni, i due pittori condividono la capacità di trasformare il vissuto e la memoria in una mitologia personale universale.
Infine, la riflessione sul caos si fa esperienza partecipativa con “L’Ordine delle Cose” di Paolo Casarini, a cura di Martina Di Toro. L’installazione diffusa coinvolge Piazza Garibaldi, via Menotti e la Sala Matrimoni del Municipio (inaugurazione sabato 19 alle 17.00). Attraverso il “Rudolfmetro”, uno strumento provocatorio e interattivo, il pubblico è invitato a comparare grandezze del tutto incomparabili, dimostrando come ogni ordine e valore attribuiti alla realtà non siano definiti a priori, ma nascano dal nostro personale sguardo sul mondo.
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(17 settembre 2026)
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