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Coccodrillo, Apex, Jigen e Linus: erano questi i soprannomi, ispirati a personaggi dei cartoni animati e del videogame più in voga del momento, con cui quattro giovanissimi spacciatori di Carpi e Mirandola erano conosciuti negli ambienti giovanili. Ieri i carabinieri di Carpi e di Mirandola li hanno fermati, al termine di una attività di indagine che ha fatto luce sulle loro attività criminose.
A due loro, studenti presso due scuole superiori del modenese, era demandato il compito di mantenere i rapporti con la clientela, mentre gli altri due si dedicavamo all’approvvigionamento dello stupefacente, prevalentemente hashish e marijuana, quest’ultima anche coltivata a casa – la serra casalinga è stata sequestrata.
Le indagini nascono da dal sequestro di un cellulare requisito ad uno spacciatore, hanno dunque delineato i contorni di una vera e propria organizzazione la quale, a dispetto della giovanissima età dei suoi componenti, garantiva l’approvvigionamento – anche con prestazioni a domicilio – di droga in favore di giovanissimi coetanei, quasi tutti studenti delle scuole superiori. Le cessioni avvenivano sia presso i consueti luoghi di aggregazione pomeridiani (bar, campi di calcio parchi, pubblici e sale giochi), sia direttamente a scuola laddove, complice la fitta rete di clientela, i giovani spacciatori riuscivano a muoversi con disinvoltura, potendo contare su una cornice di sicurezza garantitagli dai loro stessi acquirenti.
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Alla fine saranno più di trenta i ragazzini segnalati alla Prefettura di Modena quali assuntori. Alcuni di loro sono tuttora minorenni.
(7 febbraio 2020)
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