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I Giovani Democratici del Distretto Ceramico: “Inaccettabili gli attacchi alla libertà di espressione e dialogo”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dei Giovani Democratici del Distretto Ceramico ricevuto in redazione a firma Houda Hdily e Anouar Oulaika.

In merito alle polemiche sollevate sull’incontro formativo previsto presso l’Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” di Modena, riteniamo importante riportare il confronto sul terreno dei fatti, ma anche su quello dei valori che dovrebbero guidare una comunità democratica. Per questo esprimiamo piena solidarietà a Hicham Ouchim, oggetto in queste ore di attacchi ingiustificati e di una narrazione che alimenta divisioni invece di favorire comprensione.
L’invito rivolto a Hicham Ouchim, referente della comunità islamica di Sassuolo e rappresentante dell’UCOII, si inserisce all’interno di un progetto didattico di educazione civica regolarmente approvato dagli organi collegiali dell’istituto. Un percorso strutturato e condiviso, costruito nel tempo all’interno della comunità scolastica e che coinvolge rappresentanti di diverse religioni presenti sul territorio, con l’obiettivo di promuovere conoscenza, dialogo interreligioso e rispetto reciproco.

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Noi crediamo che il confronto tra culture e fedi diverse non sia un problema da temere, ma una ricchezza da valorizzare. La scuola pubblica è, e deve rimanere, un luogo laico: ma la laicità non significa rimozione delle differenze, bensì capacità di conoscerle, comprenderle e metterle in relazione in modo critico e consapevole. È attraverso questa conoscenza reciproca che si costruisce una convivenza autentica. In una società complessa e plurale come la nostra, educare al dialogo significa costruire cittadinanza, prevenire conflitti, contrastare pregiudizi e rafforzare la coesione sociale.
In un quadro che rientra pienamente nell’autonomia scolastica e nei percorsi di educazione civica, respingiamo con fermezza le accuse di “proselitismo” o “indottrinamento”, che risultano del tutto fuori luogo. Qui non si tratta di promuovere una religione, ma di offrire strumenti di conoscenza e confronto. Chi prova a trasformare un momento educativo in un caso politico costruito sulla paura dimostra una visione chiusa e regressiva della società e dell’educazione.

Come Giovani Democratici del Distretto Ceramico riteniamo che l’inclusività non sia uno slogan, ma una scelta politica precisa. Significa difendere una scuola capace di rappresentare la realtà del Paese, di dare spazio al pluralismo e di educare al rispetto. Significa affermare che nessuno debba essere messo all’indice per la propria appartenenza religiosa o culturale. Significa, soprattutto, scegliere la strada del dialogo invece di quella della contrapposizione identitaria.
Siamo convinti che serva più politica capace di unire e meno propaganda che vive di paure. Parlare di dialogo interreligioso nelle scuole non vuol dire indebolire la nostra comunità, ma renderla più forte, più consapevole e più giusta. È anche da qui che passa l’idea di società che vogliamo costruire: aperta, inclusiva, democratica.

Per questo ribadiamo la necessità di un confronto serio e responsabile, che non trasformi il pluralismo in un bersaglio polemico, ma lo riconosca come un valore fondamentale per la convivenza democratica del nostro territorio.

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(20 aprile 2026)

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