di John Dee

Incontro l’installazione “L’Ordine delle cose” a destra e sinistra di via Menotti, su differenti vetrine, inquadro il QR e mi viene chiesto se voglio giocare o guardare la classifica. Giocare!, naturalmente. E comincio a giocare perdendomi tra domande divertenti e comparazioni assurde, ma nemmeno tanto a pensarci bene, se è vero che gli opposti si incontrano e se considero il fatto che anche questa gioco deve avere un su filo logico, per quanto assurdo. Rido moltissimo mentre rispondo a innumerevoli quesiti posti dall’app (è più fedele un cane o è più famosa Domodossola merita il Nobel per la Letteratura), mi appoggio al muro ginocchio alto come i bulletti e sto lì a smanettare sul telefono. Alla fine mi accorgo che ho giocato per mezz’ora e non me ne sono nemmeno accorto. Geniale.
Poi guardo anche la classifica. Ma non vi svelerò nient’altro. Vediamo “L’Ordine delle cose” dove ci porta (evento curato da Martina Ditoro).
Ventottesima edizione del Vintage Pride Market al parco Vistarino di Sassuolo
Domenica 27 settembre il Vintage Pride Market torna al Parco Vistarino di Sassuolo e per la sua 28ª... →
Piazza Garibaldi gremita per Matteo Lancini
Preceduto dal saluto istituzionale dell’Assessore alla Cultura Federico Ferrari, ha poi preso il via l’intervento di Matteo Lancini, psicanalista e vera spina nel fianco dell’establishment, dotato di un umorismo feroce e di una sciabola al posto della bocca, Lancini non ha perdonato nulla a nessuno, vivisezionando scuola, famiglia, società e internet a partire dalla dissoluzione dell’individuo a favore del non esistente che costringe, in qualche modo, a ricrearsi un nuovo sé più finto e fragile dell’originale, crescendo e vivendo nel disagio profondo che porta a rifiutare tutto ciò che esiste per rifugiarsi in ciò che invece non c’è, non è tangibile, non è nulla in fondo se non un’illusione che scomparirebbe in un istante se si premesse un interruttore. Quella cosa è Internet che destruttura senza possibilità di ritorno, con la precisa responsabilità di famiglie che invece di educare i figli li hanno fotografati e postati sui social (pornograficizzati, dice Lancini).
Così tra battute fulminanti e grasse risate, non di tutto il pubblico – ci permettiamo di scrivere che non è un umorismo per tutti – si è snodato un corposo e inquietante, per molti versi, intervento per il quale in tempi diversi Lancini rischierebbe il rogo, così gravido di significati politici da farci pensare che incidono più 50 minuti di discorso di Lancini (compresa la provocatoria proposta di spegnere internet per tutti, dagli zero agli 80 anni) di quindici anni di governi di questa politica claudicante, impreparata, un po’ cialtrona e sempre meno capace di guardare oltre il sondaggio di domani.
Centotrentacinque fotografie di Robert Doisneau in mostra a Modena
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Piazza Garibaldi era piena di gente, pieni di gente erano i portici attorno alla piazza, spettatori e spettatrici seduti a terra erano tanti, dietro le transenne che impedivano l’entrata causa sold-out era pieno di gente. Insomma un successone. Non c’erano adolescenti. Ed è l’unica nota inquietante. Veramente inquietante.
Lunghe file per entrare in piazza Garibaldi
Il festivalfilosofia torna nel 2027: il tema sarà “Mito”
Si terrà dal 17 al 19 settembre la ventisettesima edizione di Festivalfilosofia, l’annuncio a piazze ancora gremite, in un vero e proprio, vitale “caos” di pubblico che ha travolto Modena, Carpi e Sassuolo in questi giorni, trasformando i centri storici delle tre città in un palcoscenico per approfondire i cambiamenti della nostra epoca. Dalla dissoluzione di vecchi ordini ai mutamenti profondi sul piano politico, scientifico e climatico, il festival sta mostrando che questo processo, pur complesso e a volte imponderabile, non è privo di logica.
Molto soddisfatti gli organizzatori, come conferma il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che nell’annunciare il tema del prossimo anno si è concesso una battuta: “La partecipazione e la qualità dell’interesse di questi giorni sono state straordinarie: con i numeri e l’energia di questa edizione, la manifestazione è entrata direttamente nel “mito”, che sarà infatti il tema del 2027. Del resto, c’è una profonda continuità tra lo smarrimento del “caos” e la spinta del “mito”: oggi più che mai la società cerca di dare ordine, senso e forma al futuro attingendo agli elementi simbolici e narrativi di un racconto condiviso”.
Daniele Francesconi annuncia che l’edizione 2027 partirà dal “presupposto che ogni mito è un racconto che punta all’efficacia, all’esemplarità e all’attivazione delle passioni. Viviamo in un’epoca in cui narrazioni e rappresentazioni collettive viaggiano in modo accelerato su numerose piattaforme di comunicazione e persuasione, la cui sorgente di potere spesso non è trasparente, rendendo particolarmente problematico il lavoro critico di elaborazione e discernimento della loro affidabilità: ciò vale per la politica, per la scienza e per la cultura. Viceversa, è indispensabile riconoscere il potere generativo del mito, con la sua peculiare e inesauribile capacità di coniugare passioni e comunità”.
(20 settembre 2026)
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