Alluvione. Per fortuna abbiamo la stampa locale che cerca colpevoli

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foto: Corriere.it

di Daniele Santi #Lopinione twitter@modenanewsgaia #Alluvione

 

C’è da essere fieri perché gli Sceriffi del territorio, i giornalisti della stampa locale o cacciatori di taglie che dir si voglia, hanno già sguinzagliato i cani da tartufo alla ricerca del colpevole, dei colpevoli, dei responsabili, del responsabile, dell’alluvione che ha colpito parte del modenese, perché i fiumi esondano per colpa degli esseri umani, come è noto, ed anche le piogge torrenziali sono provocate da qualcuno che non conosciamo. Un’estensione della teoria del complotto, diciamo.

Dal momento che la terra è piatta, probabilmente dal lato opposto dell’enorme rettangolo devono essersi radunati alcuni milioni di esseri umani così da farla pendere verso il basso (la terra piatta) e provocare l’esondazione delle acque nella zona voluta. Se la Terra fosse piatta, potrebbe proprio essere così e non è detto che qualcuno non possa crederci. Disgraziatamente però la Terra è rotonda come certe inutili teste e i fiumi sono pieni, al contrario di certe inutili teste, e se la rottura degli argini fosse prevedibile avremmo evitato tanti e tanti disastri. Tanti e tanti morti. Tanti e tanti  disagi. E risparmiato tanta e tanta carta che cerca, inutilmente, di trovare risposte a domande pregnanti come “Dove abbiamo speso i soldi da allora?”. In un plurale majestatis che millanta di parlare a nome di una comunità, ma è un semplice escamotage della stampa locale degli sceriffi per gettare discredito sulla forza politica che governa in quel momento. O avremmo evitato di lasciare spazio a certi politici che si erano autoproclamati Signori delle Nutrie inventandosi spazi sui media grazie all’avere denunciato, dall’alto della loro scienza, che la colpa delle esondazioni e dei crolli era delle nutrie, ché “scavano tunnel”…

Titoloni, domande, punti interrogativi, insinuazioni, riposa in pace a bottiglie di lambrusco galleggianti, domande retoriche, foto enormi e poi articoli di dieci righe che non dicono nulla né danno notizie certe su come “abbiamo speso i nostri soldi”. Ai colpiti rimarranno i danni e la consolazioni di una disgrazia della quale “ne ha parlato anche il giornale”. E gli Sceriffi della stampa locale che si sentono di avere fatto qualcosa di utile per la comunità. La chiosa, spesso sussurrata, è la solita “Non abbiamo imparato niente”. Una verità assoluta, come al solito applicata agli elementi sbagliati.

 

(7 dicembre 2020)

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