Il Salvini del “Chi ha detto la baggianata del coprifuoco” e poi “Sono contro lo smart-working”

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di Daniele Santi #Lopinione twitter@modenanewsgaia #Maiconsalvini

 

La fantasiosa politica italiana, che ha nel leader leghista il più straordinario degli esponenti che anche in città vanta estimatori (ciechi e sordi, apparentemente), e in provincia alcuni esempi leghisti che in alcuni momenti rendono pubbliche proposte esilaranti, dagli operai licenziati da deportare in Russia per fargli trovare lavoro, alle messe in piazza per consegnare la città alla madonna, regala nuove parole al vento da commentare.

Il leader leghista ha infatti deciso che oggi sarà “contro lo smart-working” che lui deve conoscere a menadito, essendo la sua occupazione preferita e quella dalla quale trae profitto (o no?) e che il “coprifuoco” decisa dal governatore Front office Attilio Fontana, è una “baggianata” e che non deve essere messo in atto come misura anti-covid – anche nella prevenzione del contagio da Coronavirus infatti Matteo Salvini è un esperto come dimostrano le scorribande da un capo all’altro dell’Italia, senza la protezione delle mascherine a meno che non ci sia da fare propaganda a un presidente pel di carota impresentabile come le sue brigate di suprematisti bianchi.

Al di là dell’ideologia politica (la Lega sarebbe un ideologia politica?) non sarebbe ora di cominciare a pensare che non si può continuare a vivere in un paese dove chi siede in parlamento continua a gridare tutto ed il contrario di tutto per seminare disarmonia, incomprensione, per mescolare le carte ed impedire una corretta informazione ed azione sui temi che l’Italia si trova di fronte?

Siamo alla quotidianità della panzana con certa stampa che segue acriticamente (e penosamente) l’onda. Anche quando chi nega il Covid-19 poi lo utilizza per chiedere il rinvio dei suoi processi.

 

(21 ottobre 2020)

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