“Il Sindaco Menani, già vicesindaco della giunta Caselli, su SGP ha cattiva memoria”. Il comunicato del PD

Il Sindaco leghista di Sassuolo, Menani

di Redazione #Sassuolo twitter@sassuolnewsgaia #Politica

 

L’attuale giunta ancora attacca su SGP, come se non avesse memoria. Forse bisogna rinfrescargliela. Facciamo  un po’ di storia, partendo dall’ultimo bilancio del 2013, della gestione ” Caselli/Menani”  che dopo 5 anni di amministrazione aveva una perdita di euro 48.599.000 circa, comprensivo di una svalutazione di euro 38.363.000.

L’amministrazione Pistoni, quando ha cominciato a governare, come è ben noto , si è trovata SGP in questa situazione, mentre intanto  i bilanci preventivi del Comune e della Società  non erano stati approvati, il bilancio consuntivo del comune non era stato approvato, il concordato in continuità non era stato approvato. Il concordato abbozzato dalla giunta Caselli non era sostenibile per le casse comunali, a causa dell’allora vigente patto di stabilità. Lasciamo a parte i debiti  accumulati negli ultimi 10 anni prima della Amministrazione Pistoni , debiti già ampiamente raccontati .  Facciamo però il confronto con la situazione che si è trovata la giunta Menani, che invece  ha trovato i bilanci del comune approvati, il bilancio preventivo di SGP approvato. Una situazione di regolarità amministrativa che avremmo voluto anche noi ereditare, ma non è stato così.

Va ricordato anche  che SGP, durante la gestione Cavallini, dal 2014 al 2018  ha  portato i i bilanci della societa’ in utile; a ciò va aggiunta   la gestione del  2019, positiva per 211000 euro,  a parte la svalutazione di legge per la mancata  alienazione di immobili merce.

Alcune osservazioni alle affermazioni del Sindaco: si ha l’impressione che ripeta  cose che gli vengono suggerite senza conoscerle, come in altre occasioni.

La nostra giunta ha sempre avuto un impegno morale, quello di  pagare al 100% i debiti sia del comune che di SGP,  in particolare verso i fornitori, ditte che hanno lavorato per la collettività ; era per noi un impegno morale perché , essendo SGP il braccio operativo di servizi pubblici, che il comune avrebbe comunque dovuto effettuare se SGP non fosse stata creata, i fornitori di beni e servizi che erano stati  chiamati sapevano di lavorare per il comune, di fatto per l’ente pubblico.

Se Menani ha la memoria corta è il caso di ricordargli i nuovi debiti fatti dalla Giunta Caselli -Menani ; ben diversamente si è comportata la  giunta successiva che ha dovuto gestire il disastro dei conti e anche i nuovi debiti contratti dalla giunta Caselli Menani. Inoltre ci piacerebbe sapere come fa il Sindaco a promettere  un risparmio di 15 milioni con le banche. Occorre ricordargli che la gestione del Comune e Sgp va fatta dagli Uffici e non dalla piazza o dal bar. Fare un concordato meno nobile per i creditori in genere (fornitori, Comune e banche) avrebbe significato speculare sui propri cittadini e sul lavoro delle imprese che avevano lavorato per SGP e quindi per il Comune e che pensavano di incassare il 100% per il lavoro fatto.  Purtroppo ancora una volta dobbiamo constatare che l’attuale amministrazione ed i suoi consiglieri vanno nella direzione opposta.

Ricordiamo anche che senza l’accordo con le banche sarebbero falliti sia il Comune che SGP.  Infatti alcune banche (non tutte) avevano garanzie fidejussorie a prima chiamata del comune , il quale non sarebbe stato in grado di farvi fronte se le banche fossero andate ad escussione. Quello che qualcuno non vuole ricordare è che tutte le garanzie fidejussorie  a prima chiamata  sono state concesse dal Consiglio comunale della giunta Caselli/Menani.  La più rilevante, per circa 20 ml  (frutto di una gara avviata dall’allora amministratore di SGP sig. Maleti)  è stata deliberata a novembre 2009.  Senza pensare al prestito di 3 milioni di euro da restituire in un biennio, altro passaggio determinante;  ancora una volta ricordiamo , a chi ha la memoria colpevolmente corta, che senza l’accordo con le banche, che avevano dato le garanzia al Comune,  non si sarebbe chiuso il concordato, in quanto abbiamo ottenuto una moratoria di due anni per il pagamento delle rate e nuova finanza.

Senza questi interventi non avremmo potuto fare fronte agli impegni del concordato nei confronti dei fornitori e altri debiti. Per ottenere il nuovo finanziamento abbiamo dovuto dare nuove  garanzie , visto che la fiducia nei confronti del Comune era ovviamente scemata in una condizione di possibile fallimento.

Un’ultima annotazione sulle aste : il valore degli immobili è stato sottoscritto   da un perito di nomina del tribunale  un perito  di fiducia del Commissario Giudiziale. Le aste devono essere fatte dal Liquidatore Giudiziale membro degli organi della procedura. Il concordato è stato omologato alla fine del 2015; la omologazione conteneva anche nomina del Liquidatore Giudiziale dei beni immobili di SGP su cui venne fatta una gara poi aggiudicata. Se Menani ritiene di fare dei rilievi sull’operato degli organi della procedura deve non certo rivolgersi ai consiglieri del Pd , ma a questi.

Facciamo comunque notare che dal 2014 i tempi di attuazione erano decisi dalla procedura concorsuale. Bene i risparmi fatti e la verifica dei crediti. Bene la chiusura del concordato come era prevista, con il pagamento dell’ultima tranche ai fornitori, entro il 2020.

Un’ultima nota.

Sgp è stata creata come società in-house in un periodo dove molte amministrazioni comunali sia di centrodestra  che di centro sinistra, (come in  Veneto, Lombardia e in Emilia Romagna) , compresi tutti i comuni del distretto ceramico, hanno creato società’ in-house per la gestione di servizi e/o manutenzioni degli immobili ma anche altri servizi pubblici. Giusto o sbagliato che fosse , oggi la società esiste ed è operativa, ed è legittimata dal Testo Unico delle Società partecipate ; anzi va gestita al meglio “come fosse un servizio del Comune” come dice la legge e come buon senso vorrebbe per il bene dei cittadini.

Se si intende chiuderla bisogna spiegare bene il perché e motivare perché si vuole rinunciare ai benefici a cui bisognerebbe rinunciare. A partire dalla perdita dei rimborsi IVA che superano ogni anno il milione di euro.

 

(17 giugno 2020)

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