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L’abisso comunicativo di Meloni a testimonianza di un’estrema destra che non andrà da nessuna parte se non con Fiore




di Giovanna Di Rosa, #Politica

 

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Il partito della leader di Fratelli d’Italia Meloni, e l’intervento estremo contro il presidente del Consiglio Conte del 18 gennaio scorso, è stata la testimonianza dell’impossibilità di Meloni e dei suoi compagni di estrema destra di riuscire a costruire un percorso politico organico d’opposizione, fatto di proposte, di lavoro, di confronto e di opposizioni anche dure sui contenuti, per trasformare ad ogni intervento  le istituzioni in una specie di plaza de toros dove si grida, si insulta, si distrugge l’avversario a suon di decibel, vene gonfie e visi paonazzi. Proposte, nessuna.

Ne deriva che l’opposizione vista da Fratelli d’Italia, portatrice [sic] del linguaggio post destra sociale del post Alemanno che era già abbondantemente oltre Fini e Storace, che pur credevamo troppo a destra, ha stabilito il suo agire politico all’interno di un linguaggio populista-sovranista, rinunciando allo stimolo dell’azione che è propria dell’opposizione in parlamento e Senato.
Ovvero ha fatto venire meno le ragioni di esistenza di un’opposizione. O delle opposizioni. Così si distrugge la politica. E si torna a cantare Faccetta Nera, senza una prospettiva.

Meloni d’Italia non se ne cura. lei deve rimanere in testa alla gente per quante ne dice e non per ciò che dice: si affida a battute (pessime), strali, prese in giro, irriverenze, slogan. tanti slogan. E riesce a fare tutto senza mai entrare nel merito di una questione. Si limita a cavalcare la rabbia del momento, ma proposte non ce ne sono. Non ne ha nemmeno una. E non riesce a far dimenticare che lei nel 2006 era già lì, in quello stesso luogo a gridare lo stesso nulla di oggi.

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Un nulla che la porterà verso posizioni sempre più estreme e che la consegnerà, chiavi in mano, all’estrema destra di Roberto Fiore nata dallo scioglimento di Forza Nuova con tanto di governo-ombra già all’opera. E non è detto che le piaccia.

 

 

(21 gennaio 2021)

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