di Redazione
Naturalmente si parla della Francia, vorrete mica parlare dell’Italia dove la cocaina non esiste [sic] e della metà delle banconote sequestrate Oltralpe dalla polizia che contiene tracce di cocaina. Lo scrive il quotidiano Le Monde che rileva uno studio scientifico condotto nel 2012 dagli “esperti” della polizia tecnica e scientifica di Ecully (Rhône), citato dall’AGI.
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Au jourd d’houi invece, messa da parte la letteratura, la Gendarmeria nazionale ha reso noto che “residui di stupefacenti si trovano su quasi tutte le banconote in circolazione in Francia”. La Polizia francese ha effettuato le analisi confrontando circa 330 banconote sequestrate in una quindicina di cause giudiziarie e su 500 banconote di “circolazione generale” emesse da la Banque de France nel corso di ogni anno con a disposizione una tecnologia molto sofisticata.
Interessante [sic] la lista di droghe rilevate sulle banconote: dalla cocaina all’eroina, per passare dalle anfetamine, alle metanfetamine per arrivare a ecstasy e Thc, il principio attivo della cannabis. Un florilegio, diciamo che porta a “oltre il 90% delle banconote” che è statisticamente “impregnato di tracce più o meno significative di sostanze stupefacenti”, con predilezione tutta operaia per i tagli piccoli. Da questi dati, e non dalla spaventosa aggressività dei sapiens che aumenta senza apparente ragione, si è dedotto che il traffico e consumo di stupefacenti “sta aumentando esponenzialmente”. In Francia, naturalmente. L’anno scorso (o forse due anni fa) si era parlato dello stesso fenomeno riferendosi alla Spagna. Non vorrete che si parli di qualcosa di simile in Italia, vero?
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(1 maggio 2023)
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