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Vienna. O di quelli che raccontavano che lo stato islamico era stato definitivamente sconfitto

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AP Photo/Eyad Baba

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di Daniele Santi #Lopinione twitter@modenanewsgaia #StatoIslamico

 

In un singolo imbecille si nasconde tutta l’imbecillità di un popolo, della sua parte imbecille, evidentemente… Soltanto così può spiegarsi l’imbecillità di coloro che hanno avuto il coraggio – o la faccia di tolla – di affermare che il sedicente stato islamico era stato definitivamente sconfitto. E infatti nella serata del 2 novembre il sedicente stato islamico è ritornato in campo, a Vienna, attaccando in perfetta sincronia in sei luoghi differenti, con quattro soldati. Qualcuno lo dica a Donald Trump.

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Ricorderanno quelli che sanno tutto, mica come noi, che esiste una questione semplicissima che riguarda i Curdi: i Curdi hanno di fatto liberato la zona dall’isis, hanno arestato i militanti dello stato islamico, hanno supportato gli USA nella lotta alla “distruzione” [sic] del nero stato islamico, poi Erdogan ha massacrato i Curdi, bombardato le carceri che contenevano i militanti dell’Isis, molti di loro sono fuggiti e ciao ciao alla “distruzione” e “dato il cinque” alla ricostituzione. Così funziona quando elettori ciechi e sordi votano.

Questo abbiamo pensato dopo l’attentato di Vienna, perpetrato con una scelta di tempo perfetta, come quelli in Francia, come forse i prossimi. Nel momento, cioè, nel quale l’Europa è più fragile, alle prese con una pandemia devastante ed una politica confusa costretta ad occuparsi di troppe e troppo nuove questioni, per gli apparati elefantiaci dentro i quali si muove.

Altro che devastazione e scomparsa dello stato islamico. Ignorare da quale cultura gli attentati terroristici provengano, da quale profondo e sconfinato inferno esistenziale e con quali metodi i giovani e giovanissimi che allo stato islamico aderiscono, vengano mandati ad uccidere e farsi uccidere, è soltanto il segno della profonda imbecillità con le quali vengono gestite le cose di questo mondo.

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(3 novembre 2020)

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