di Marco Biondi
Il pensiero vero è quello che emerge dalle sue prime parole: non ha senso dare un bonus ai figli dei ricchi. La 18App va ridimensionata. Non m’interessa cosa sarà inserito nella legge di bilancio. Sarà qualcosa di rabberciato e raffazzonato, certamente terrà conto dei tanti buoni consigli che, da quella prima frase le sono arrivati.
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Quello che conta è che Meloni, con quella frase, dimostra di non conoscere i giovani e di non dare minimamente peso alle iniziative culturali alle quali un/a neo-diciottenne può aver interesse ad accedere.
Ragioniamoci: chi compie diciotto anni, grazie ad una legge di un paio di legislature fa – non faccio il nome del Presidente del Consiglio di allora per non acuire l’irritazione – ottiene un bonus del valore di 500 € da spendere in iniziative o beni legati alla cultura: concerti, libri, musei e quelli sono soldi dei quali lui o lei e solo loro possono disporre.
Certo, per qualcuno avrà ancora più valore rispetto ad altri il fatto di poter acquistare un libro o andare a un concerto senza intaccare la paghetta. Ma non è questo il punto.
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E’ inutile disquisire su chi può avere una paghetta più alta o più bassa. Non parliamo dei figli dei miliardari (sono poche unità), parliamo dei figli delle famiglie normali. Non credo sia importante capire se la famiglia con un ISEE di 30.000€ è più generosa con i propri figli di quella con un reddito famigliare di 50.000 ISEE. La cosa più importante è che il ragazzo o la ragazza hanno a disposizione dei soldi che possono spendere per delle finalità culturali.
E’ il meccanismo psicologico dell’avere qualcosa “gratis” che li può portare a considerare con più attenzione l’acquisto di un libro, sapendo che non devono accedere alla paghetta, di qualunque importo essa sia. La creazione dell’APP è finalizzata a quello. Il non averlo capito è un limite serio, per una Presidente del Consiglio. Il fatto che io sia in conflitto di interessi non vi distragga: parliamo di cultura, in generale.
Di corbellerie ne escono, in fondo l’attitudine ad essere sempre in campagna elettorale che ci ha regalato la pubblicazione quasi giornaliera di sondaggi, porta inevitabilmente a cercare di spararla grossa, ma questa, Presidente Meloni, è proprio una stupidaggine. Pensaci, che sei in tempo.
(15 dicembre 2022)
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