Bonifica Cisa Cerdisa, una nuova risposta a distanza di Menani. Ché rispondere è meglio di fare

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di Redazione Sassuolo

“Il dialogo è da sempre aperto e i comuni di Sassuolo e Fiorano hanno sempre lavorato in sinergia in tutte le fasi del procedimento, dalla pianificazione urbanistica, indispensabile per la riqualificazione delle aree, agli interventi di rimozione dell’amianto e bonifica delle aree”; il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, con queste parole, interviene in merito all’ordine del giorno approvato nel Consiglio Comunale di Fiorano sul tema Cisa Cerdisa.

“Ciò che manca – chiarisce il Sindaco – non è certo l’attenzione alle tematiche ambientali da parte del Comune di Sassuolo, come a Fiorano ben sanno anche se fingono il contrario per mere speculazioni politiche. Ricordiamo, infatti, che l’ambito di rilievo sovracomunale ex Cisa Cerdisa si estende per 386.038 mq, di cui 325.271 mq su aree private, in parte nel comune di Sassuolo e in parte nel comune di Fiorano, e nel 2015 è stato siglato un accordo tra le parti ex art.18 della LR 20/2000. Vista la vastità dell’ambito è stato inevitabile ragionare per sub ambiti/lotti che ovviamente sono stati attivati e procedono a velocità differenti e consequenziali. Inoltre nel 2020 la proprietà ha chiesto una proroga delle tempistiche previste nel citato accordo, che entrambe le Amministrazioni comunali hanno condiviso di accogliere e quindi di concedere. Ad oggi permangono le strutture fuori terra nel sito denominato ex CISA 1, ricadente interamente a Sassuolo. I lavori di demolizione delle strutture fuori terra di quest’area hanno subito un arresto a seguito di un ricorso mosso dalla proprietà nei confronti di ARPAE nel 2020, procedimento del quale sicuramente il Comune di Sassuolo non è responsabile. Con la sentenza del Consiglio di Stato del 15 dicembre scorso si è concluso tale ricorso con la conferma delle decisioni assunte da ARPAE, pertanto ad oggi la proprietà non ha ragioni per non riprendere le attività. Al riguardo il Comune ha chiesto ed è in attesa di un parere da parte di ARPAE, al fine di chiarire alcuni aspetti ritenuti ancora da precisare, per poi poter avere tutti gli elementi utili a sollecitare la proprietà a procedere. L’ultima valutazione dello stato di conservazione delle coperture risale al 2017 e non al 2015, con esito in parte discreto in parte scadente delle coperture stesse, ma mai pessimo. Non vi sono valutazioni successive, perché come previsto dall’Accordo la proprietà avrebbe dovuto procedere alla rimozione delle stesse. Il Comune di Sassuolo si è sempre dimostrato particolarmente attento alla salute dei cittadini, pertanto, consapevole anche delle tempistiche di cui sopra, ha già provveduto affinché la proprietà rimuovesse l’amianto in copertura nelle zone a confine con le abitazioni nella porzione di sub-ambito che sarebbe stata interessata per ultima dalle operazioni di riqualificazione. Da anni quindi – conclude il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani –  nel sito denominato ex CISA 1, pur essendo ancora presenti le strutture dei capannoni, non è più presente l’amianto negli edifici a sud prossimi a via Siena e via Lucca e nei primi due capannoni posti in prossimità del confine con Fiorano Modenese. Inoltre una porzione delle restanti coperture è stata completamente incapsulata”.

L’incapacità di Menani di costruire consenso politico condiviso e trasversale al di là del suo pensare, fallace, di essere stato investito di una carica a guisa di “dio me l’ha data” è imbarazzante. Prima la sua giunta apre gli occhi su questo problema, che è politico, meglio sarà per Sassuolo e il comprensorio tutto.

 

(28 marzo 2022)

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