di Paolo M. Minciotti

Sarebbe stato ucciso, la Polizia ha confermato, Abdoul B. il giovane che ha lanciato il Van che guidava contro la folla del Pride di Berlino e che poi, durante la fuga, ha accoltellato quante più persone possibile ferendone una trentina, alcune delle quali in modo grave. Il giovane era legato al sedicente stato islamico ed era noto alla Polizia. Il nuovo attacco omocida contro la comunità LGBTIQA+ avveniva nel giorno del moltitudinario Pride di Berlino, un evento pacifico che raduna decine di migliaia di persone ad ogni edizione. Nell’attentato è morta una donna. Il 21enne è stato ucciso dalla Polizia durante un conflitto a fuoco.
Le autorità sono al lavoro per verificare l’esatta dinamica dei fatti, identificato e ucciso Abdul Ballout, di 21 anni, noto per la sua appartenenza ad ambienti islamisti e rilasciato dal riformatorio nel maggio scorso.
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Dopo la dichiarazione di un portavoce della Polizia, scrive il Corriere, secondo il quale “al momento” non si sa “ancora nulla sui possibili moventi“, sempre più l’odio omofobo ci appare come un movente sufficiente. Durissimo il Sindaco di Berlino Kai Wegner, secondo il quale l’attentato è un attacco a una “manifestazione per una Berlino tollerante e pacifica è stata attaccata nel modo più brutale. Berlino è la città della libertà e la nostra libertà è stata oggi orribilmente attaccata“.
Poche ore fa era stato arrestato uno degli occupanti del furgoncino col quale è stato lanciato l’attacco. Un uomo, giovane, di nazionalità iraniana.
I fatti verso le 22 del 25 luglio, quando l’organizzazione ha interrotto la festa, facendo evacuare la zona e chiedendo ai giovani presenti di “dirigersi direttamente a casa”. Pochi minuti prima Abdul B. e il suo complice si erano scagliati ad alta velocità sulla folla nei pressi della Lennestrasse uccidendo una donna e ferendo una trentina di persone.
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(26 luglio 2026, ultimo aggiornamento ore 20.10)
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