Pubblicità
HomeIl SassolinoSulla delirante percezione di una realtà che non c'è

Sulla delirante percezione di una realtà che non c’è

Testo:


di P.M.M.
P.M.M.

Quello che inquieta di più nel recente attacco violento al Sindaco Mesini, dove gli si augura di essere sparato alle gambe rivendicando in qualche modo la paternità dello sparo, più della minaccia in sé, è l’esplosiva mistura di ignoranza della realtà mescolata a una percezione personale della realtà (una realtà che non si vive, ma si immagina o da casa propria o dando corpo ad ombre o ancora peggio si mutua da discorsi altrui), che si evince dai commenti al video del Sindaco. Questo scrivente, che scrive sotto pseudonimo perché con la realtà della violenza generata dai mostri che non esistono e che rende reali mostri che agiscono anche se non ci sono bisogna farci i conti, vive a Sassuolo, frequenta i parchi, ci cammina dentro o si muove in bicicletta, si siede sulle panchine, anche a tarda notte, incontra gente che cammina o si siede sui prati a chiacchierare tranquillamente, o cammina sola a sua volta, o porta a passeggiare il cane o nei parchi tranquilli come i nostri, a volte, sull’erba si sdraia.

Questo scrivente ha vissuto in molte città d’Italia nelle quali, avendo da sempre rifiutato di guidare, si è mosso prevalentemente a piedi, o in bicicletta, o in metropolitana o in autobus, frequentandole soprattutto di notte per ragioni di lavoro contingenti. Mai ha subito un episodio di violenza, mai ha incontrato difficoltà, ma soprattutto mai ha ravvisato quello stato di violenza che è suggerito dalle attuali destre al potere che attraverso la trappola della violenza suggerita condizionano certe povere menti che con post sgrammaticati e livorosi se la prendono col primo Sindaco che passa augurandogli di essere sparato alle gambe.
Ha naturalmente tenuto gli occhi aperti per vedere la realtà perché i pericoli reali, al contrario di quelli percepiti, si riconoscono. Come la creduloneria.

LEGGI ANCHE

Tòla Dólza: la camminata di Maranello per Monica Mammi

Sabato 12 settembre a Maranello torna il “Tola Dolza Day”, quinta edizione della giornata dedicata a Monica Mammi,...

Qualche giorno fa ho sentito una mia parente al telefono che vive da queste parti, alla quale tra conversazioni leggere e inutili tra parenti che si sentono poco, ho detto che mi muovo in bicicletta e di notte giro per parchi (sono molto belli i parchi di Sassuolo, godeteveli in pace senza pensare al lupo cattivo, ché il Lupo Cattivo ce l’abbiamo in pancia) perché con 40° di giorno, la sera un po’ devi uscire se non vuoi ammazzarti di caldo; la poverina ha immediatamente mosso veementi obiezioni relative alla mia sicurezza messa in pericolo da certa gente che gira di notte.

Ho risposto che mi preoccupo di più di chi gira di giorno e passa la sera a scrivere inutili idiozie sui social fomentando la percezione di una realtà che esiste soltanto nella sua inutile testa, piuttosto di chi è percepito come pericoloso per il colore della pelle, o perché sta su una panchina, o perché magari è costretto a dormirci.

Ed è interessante notare lo scandalo suscitato da chi dorme su una panchina perché non si può permettere i trecento euro a posto letto che i cittadini di buon cuore che gridano al lupo affittano in nero a un numero inverecondo di persone (anche otto per stanza, ho testimonianze), evitando di scandalizzarsi invece su chi fa i soldi in nero sulla pelle di chi ha bisogno senza pagarci una tassa sopra, senza nemmeno a volte denunciare di affittare posti letto illegalmente, preferendo fomentare narrazioni mendaci su un pericolo reale versus un pericolo inventato come la violenza che non c’è.
Ed è qui che le destre gongolano, ed è lì che vincono.

LEGGI ANCHE

Nas di Parma. Sospesa l’attività di un bar nel parmense

Nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela della salute pubblica e alla verifica del rispetto della normativa in materia...

Ulteriormente interessante il post di un illuminato che per confermare la sua teoria sulla pericolosità estrema dei parchi si sofferma sul chiedersi, rivolgendosi polemicamente al Sindaco, se le bottiglie sotto le panchine crescano da sole. Rispondo anonimamente a questo signore, che non mi leggerà, dicendogli che le bottiglie possono crescere da sole sotto le panchine: si chiama accumulo di rifiuti, ed è simile a quest’altro accumulo, evidentemente anche lui cresciuto da solo ed ugualmente pericoloso, che ho fotografato qualche giorno fa in via Pia.

Mi tocca dire che mai ho visto mobili o sacchetti di rifiuti che mordano o assaltino la gente, ma sono quasi certo che se una Meloni in gran spolvero o un Vannacci in particolare stato di grazia cominciassero a raccontare in giro che ci sono mobili assassini, cassetti che rinchiudono da soli persone in antichi comò, o sacchetti della spazzatura che inglobano le persone, inventandosi sparizioni inspiegabili raccontate da qualcuno, ci sarebbero creduloni convinti di essere furbi e informati che ci cascherebbero gridando al lupo.
Condizione che si definisce con l’essere manipolati, ma pare che sia molto più utile, soprattutto ai politici che ci marciano sopra, dare la colpa al Sindaco di turno augurandogli di essere sparato e inventandosi cumuli di pericolose bottiglie sotto le panchine.

P.S. Ho visto coi miei occhi, l’ultimo venerdì di agosto, italianissimi adolescenti divertirsi attorno alla mezzanotte e mezza seduti sul prato del Parco Ducale, luce bianca attaccata a un ramo per vederci meglio, alzarsi in piedi con bottiglia in mano, scolarsi l’ultimo sorso e gettare le bottiglie a terra. Nessuno di loro è per questo un pericoloso assassino: è solo un adolescente. Ci si chiede perché la stessa cosa ripetuta da uno straniero si trasformi, dentro certe teste, in un pericoloso atto di violenza. Siamo stati tutti adolescenti, o no?

 

 

(10 settembre 2026)

©sassuolonotizie.it – diritti riservati, riproduzione vietata