Chi offende una donna chiamandola “vacca e scrofa” è un maschilista imbecille, anche se Meloni è politicamente indifendibile

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di Paolo M. Minciotti, #Politica

E’ abbastanza incomprensibile, per un maschio evoluto, capire perché quando si parla di una donna e la si vuole colpire la si deve offendere personalmente, nel suo essere femmina invece di limitarsi a criticare, civilmente magari, il come e il perché. Un comportamento ancora più incomprensibile quando di motivi per una critica giusta, assennata, anche forte, ne esistono e sono sotto gli occhi di tutto un paese.

Offendere una donna, da maschio, riferendosi a lei con epiteti come “vacca e scrofa” è un comportamento da “maschilista imbecille”, proprio nell’accezione che Treccani offre della parola imbecille: “agg. e s. m. e f. [dal lat. imbecillis (variante del più com. imbecillus) «debole» fisicamente o mentalmente]. – Chi, per difetto naturale o per l’età o per malattia, è menomato nelle facoltà mentali e psichiche. Più spesso, nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare…”.

Questo per regolare il conto con quanto uscito dal tristemente famoso intervento in diretta radiofonica  e sulle offese alla leader di estrema destra Meloni che si è rimediata la solidarietà di mezza Italia.  Amen.

Resta il fatto che secondo noi Meloni è indifendibile: e lo è per sua scelta. E per scelta politica quando non interviene pubblicamente, ad esempio, per redarguire i troppi ragazzacci che dal suo partito Fratelli d’Italia sputano sugli anziani, dicendo che rubano i vaccini ai giovani; è indifendibile quando sceglie, platealmente e per calcolo politico, di rimanere seduta mentre tutto un emiciclo applaude in piedi Liliana Segre; è indifendibile quando, per calcolo politico, sceglie una comunicazione politica muscolare e maschile, e non interviene per difendere Laura Boldrini presa a sberle maschiliste da misogini e odiatori di professione; è indifendibile quando rifiuta di votare la Legge Zan contro omofobia, misoginia e violenza sulle donne, che difenderebbe anche lei dagli insulti sessisti; è indifendibile per tutto ciò che ha scelto, politicamente, di essere, per calcolo politico, soffiando sul fuoco dell’intolleranza con le sue dichiarazioni ad esclusivo beneficio del suo partito ed alleandosi con forze politiche, a livello europeo ed extraeuropeo, che tendono a minare le istituzioni democratiche così come le conosciamo. E’ indifendibile quando nelle fila del suo partito esistono troppi indagati per malavita organizzata. E lei pubblicamente non li condanna. Se non blandamente.

E’ indifendibile per i toni usati in parlamento contro Giuseppe Conte, grida e volto paonazzo, che sono l’esatto specchio di come gli uomini offendono le donne, basandosi sul loro pregiudizio sessista.

Questo detto, averla offesa sul piano personale, senza prendersi la briga di contestarla puntualmente sulla sua indifendibile azione politica, è ancora più imbecille.

E se per caso a qualcuno venisse in mente di darci dei misogini intolleranti, consigliamo di andarsi a vedere questa nostra trasmissione in streaming che parla proprio, e ne parla con le donne, di odio contro le donne.

 

(22 febbraio 2021)

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