Cosa pensa di ‘sto casino in Ucraina il Sindaco Menani che voleva mandare gli esodati a lavorare in Russia?

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di G.G.

In Ucraina stanno succedendo grandi cose, dovrebbe saperlo anche il Sindaco Menani nonostante sia stato impegnato a scrivere l’ennesimo necrologio, ché gli impegni sono impegni, e pare – sicuramente qualcuno della sua divina giunta lo avrà informato – che Putin abbia riconosciuto unilateralmente una delle repubbliche filorusse, secessioniste, dell’Ucraina. Ricche di carbone ed altre materie prime, per la cronaca.

Ora sarebbe interessante, soprattutto dal punto di vista politico che il Sindaco leghista con giunta leghista al seguito e assessora casalinga prestata alla Cultura con gran svolazzo di comunicati meritori, conoscere il punto di vista del Sindaco così amante della Russia da volerci mandare persino operai esodati – che il posto lo avevano perso a Sassuolo mica a Kiev – coprendosi di ridicolo presso l’Italia tutta.

Dunque è nuovamente ora che le opinioni, i nodi, per spiegarci semplicemente, venissero al pettine e Menani rivolgesse una pregnante opinione politica, quando non geopolitica, e ci regalasse il suo punto di vista illuminante su un’invasione unilaterale che vìola tutti i trattati internazionali, ogni risoluzione dell’ONU, i trattati europei e quelli di Minsk e sulla quale il Sindaco che è anche un po’ vostro padre, se uscisse dal tunnel dei necrologi e di certo complottismo un po’ retrò, potrebbe offrirci l’ennesimo indimenticabile parere. Attendiamo ansiosi.

Per la cronaca gli esodati non finirono in Russia, semplicemente si arrangiarono e il lavoro se lo trovarono da soli a dimostrazione che quando non si sa cosa dire, toccherebbe stare zitti. Magari Menani ha imparato.

P.S. Non si preoccupi Menai Sindaco, persino il suo segretario e vate Salvini sulla questione non sa che dire e si spreca in vacue considerazioni sui danni della sanzioni alla Russia, che non vorremo mica si soffermi su 75mila persone già sfollate dalle loro case e in cerca di rifugio in altri – ché alla fine son sempre migranti…

 

(22 febbraio 2022)

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