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Educazione finanziaria: giovani sempre più interessati, ma si deve fare di più

Quando si parla di educazione finanziaria è necessario sottolineare che, oggi più che mai, si tratta di un elemento fondamentale per il benessere economico indivuduale e collettivo. Del resto, in un quadro come quello attuale, sempre più complesso e interconnesso, la capacità di gestire le proprie risorse finanziarie è fondamentale.

Se si desidera raggiungere quelli che sono gli obiettivi personali e garantire una stabilità economica duratura, questo è un tassello che non può mancare. E lo è ancora di più in questi tempi di crisi.

L’interesse verso il mondo della finanza, quindi, registra una crescente attenzione, soprattutto tra i giovani. I social media sono il canale prediletto per l’acquisizione di informazioni finanziarie, ma anche il passaparola viene preso in considerazione come metodo affidabile.

Attualmente si prendono in considerazione soprattutto BTP e liquidità, mentre non sembra esserci interesse per i piani di accumulo crescita e altre strategie di asset allocation. Queste sono le tendenze che emergono dai dati dell’Osservatorio di Pictet Asset Management.

Nonostante un generale progresso nell’interesse verso la finanza, l’atteggiamento verso l’informazione finanziaria rimane strettamente correlato all’entità del patrimonio. Nel complesso campione preso in esame dall’Osservatorio, il 100% dei clienti privati con un patrimonio tra i 500mila e i 5 milioni di euro, dimostra interesse nell’informarsi. La percentuale, però, scende al 97% per chi ha un patrimonio leggermente inferiore, compreso tra i 50mila e 500mila euro. Si attesta al 91%, invece, per i cosiddetti mass market che hanno dei patrimoni da 10mila a 50mila euro.

Rilevante anche l’interesse da parte di liceali e universitario, che si attesta al 72%. Alla luce di questi dati è possibile notare che esiste un divario tra chi investe e chi non investe ed è influenzato soprattutto dal patrimonio in proprio possesso.

Chi ha cifre importanti da investire (a tal proposito, invitiamo a leggere la guida di Affari Miei su investire 100.000 euro) dimostra un interesse maggiore verso l’educazione finanziaria e l’apprendimento di quelle che sono le possibilità a propria disposizione.

L’interesse crescente è dimostrato anche dal fatto che aumenta la consapevolezza di non sapere. Quattro investitori privati su dieci, ad esempio, non si reputano sufficientemente preparati e la percentuale aumenta al 75% tra gli studenti.

Per questo è necessario fare di più per apprendere quelle che sono le basi dell’educazione finanziaria, che può portare alla libertà economica e all’indipendenza. Solo in questo modo, colmando anche il gap con gli altri Paesi europei, si può crescere e fare le scelte migliori.

 

(1 dicembre 2023)

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