Guarda un po’ la Legge Gasparri (che favorisce i monopoli) è contraria al Diritto Europeo perché blocca il pluralismo

di G.D.R. #Berlusconi twitter@gaiaitaliacom #Monopoli

 

La disposizione italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset è contraria al diritto dell’Unione». Il Sole 24 Ore

E finalmente la Corte di Giustizia Ue si abbatte come un macigno sulla contesa che vede gli uni contro gli altri Mediaset e Vivendi, dichiarando che di fatto la legge Gasparri non garantisce il pluralismo, e va a impattare ovviamente anche sul livello legislativo, assestando un durissimo colpo alla Legge Gasparri.

C’erano dubbi? Lo si sa da almeno due lustri, ma le cose in Italia andavano avanti così. Con il partito azienda del leader-proprietario che faceva man bassa di radio, giornali, settimanali, quotidiani, case editrici, e canali televisivi come se il paese fosse una esclusiva proprietà del Biscione e di pochi altri fortunati, gli Agnelli ancora proni alla ricetta Romiti, il vassallo de La7 Cairo e i fortunelli di Sky. Per tutti gli altri ciccia, con la torta del mercato distribuita in porzioni che sembrano intoccabili, o almeno sembravano. Poi Vivendi osa e decide di andare a fondo, fino alla sentenza della Corte Europea e una questione che si riapre non sappiamo come e con quali nuovi equilibri ma, e forse soprattutto, con quali conseguenze per Mediaset e il suo sogno di polo televisivo europeo o quel che doveva essere, sogno proibito – per ora – del pargolo Pier Silvio. Con Forza Italia in caduta libera e la sentenza della Corte di Giustizia UE che massacra la legge Gasparri si riaprono giochi che sono stati chiusi per un paio di decenni.

La Corte di Giustizia UE ha stabilito infatti che la legge Gasparri “che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset è contraria al diritto dell’Unione” in quanto la norma “costituisce un ostacolo vietato alla libertà di stabilimento, in quanto non è idonea a conseguire l’obiettivo della tutela del pluralismo dell’informazione”.

Se al governo ci fossero attualmente teste pensanti, cosa della quale è lcito dubitrare, il momento potrebbe essere propizio per una buona legge anti-trust. Legge alla quale Di MaioZingaretti si guarderanno bene dall’accennare.

(3 settembre 2020)

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