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Il ministro Piantedosi deve dimettersi è già stato detto?

di Daniele Santi

Il ministro che in un “momento di tragedia” ha “testimoniato la sensibilità mia e del governo a Cutro” è nella bufera da qualche giorno per effetto delle sue dichiarazioni testimonianza di sensibilità che potrebbero riassumersi in alcune righe che riporteremmo di seguito, con l’augusto permesso del Sig. Ministro.

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L’infinita compassione di ministro e governo, mutuata dai necessari distinguo sul perché – secondo loro – le persone rischiano la vita pur di lasciare luoghi dove la morte è certa, sono riassumibili in alcuni aforismi piantedosiani: “Il problema non è salvarli o non salvarli, il problema è non farli partire”; “La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”; “L’unica cosa che va affermata è che non devono partire. Quando ci sono queste condizioni non devono partire”.

Siamo dunque all’Enciclopedia dell’Umanità secondo Piantedosi il quale, nel bel mezzo della raccolta di cadaveri, ha pensato di fornire il proprio personale incoraggiamento secondo ciò che pensa debba essere un incoraggiamento un ministro dell’Interno tutto d’un pezzodegno di chiamarsi tale. Che ci sia riuscito è un’altra storia. Così mentre i pasdaran della narrativa filo-governista si avvicendano su tutti i canali disponibili, grazie a conduttori compiacenti, a sostenere la tesi disumana secondo la quale, in soldoni, se crepano in mare è colpa loro, riusciamo a dimenticarci che i migranti morti a Crotone arrivavano dalla Turchia. La Turchia è quel paese il cui governo riceve miliardi di euro dall’Unione Europea per impedire che i migranti partano e che è ora devastato da un terremoto che impedisce anche la normale amministrazione. Che si occupassero poco della questione migranti per la quale l’UE versa a quel governo una montagna di soldi era noto anche prima.

Giustamente non ci aspettiamo che questo governo e i suoi ministri si occupino anche di cose serie impegnati come sono a condurre lotte sociali imprescindibili come quelle contro i rave (fondamentali per la vita civile e il nostro quotidiano). Ci basterebbe evitassero il bestiario delle opinioni scoordinate opime di quella che per loro è umanità della quale non riescono nemmeno a vergognarsi.

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