Interrogazione sul Green pass: La risposta del Sindaco leghista è esilarante

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di G.G., #politica

I consiglieri Savigni, Lenzotti e Pistoni (Pd), Barbieri (Sassuolo Futura) e Pigoni (Misto), hanno presentato un’interrogazione alla giunta al governo [sic] di Sassuolo che aveva come oggetto le “Posizioni anti Green Pass”.

Nella Gazzetta Ufficiale del 23 Luglio 2021 – si legge nell’interrogazione –  è stato pubblicato il decreto-legge, recante  misure urgenti per fronteggiare l’ emergenza epidemiologica e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, che, oltre a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021, individua le attività e gli ambiti accessibili solo se in possesso di Green pass. Considerato che in quei giorni e nelle settimane successive, l’Assessore all’istruzione e al Bilancio del Comune di Sassuolo pubblicava sul suo profilo Facebook articoli e prese di posizioni contro l’obbligo stabilito per decreto, definito “misura assurda, illogica, anticostituzionale che cancella la libertà personale”, strumento di un regime totalitario, “decreto folle illegittimo”, e espressioni simili. Considerato inoltre che queste comunicazioni non possono e non devono essere considerate semplici forme di testimonianza privata, in quanto sono post pubblici, e sono la voce di un amministratore pubblico, che non interviene su questioni che afferiscono alla sfera degli interessi privati, ma hanno a che fare con il suo ruolo di amministratore e la delega che gli è stata conferita dal sindaco; non possono quindi essere derubricate come esternazioni del privato; queste posizioni possono creare disorientamento nel mondo della scuola locale, che da un lato si trova a dover gestire un rientro in sicurezza, con tutte le difficoltà e le preoccupazioni che questo comporta, dall’altro sente ribadire, dal suo assessore di riferimento, posizioni che negano la validità di queste misure, definite addirittura illegittime e anticostituzionali. Si chiede: qual è la posizione del sindaco in merito alle esternazioni dell’Assessore all’Istruzione. Se queste posizioni, che esprimono una decisa opposizione alle norme di legge, sono state discusse e condivise in Giunta. In caso di difformità di posizione su un tema così rilevante e decisivo per la vita comunitaria, quali iniziative la Giunta intende prendere”.

E’ stato proprio il Sindaco Menani a prendere il coraggio a dodici mani e a rispondere all’interrogazione. Con sprezzo del pericolo ha così premesso “che la libertà di pensiero è uno dei capisaldi della democrazia e del vivere civile e l’operato di un’Amministrazione deve essere giudicato in base alle azioni che intraprende, in riferimento all’interrogazione in oggetto si comunica che non c’è stata un’azione di questa Giunta che non fosse in sintonia con le iniziative intraprese da entrambi i Governi che si sono succeduti nel corso dell’emergenza Covid -19.” Ha poi continuato incensando “è un validissimo Assessore che nel corso dell’emergenza Covid si è trovato a fronteggiare una situazione gravissima in modo più che egregio, prendendo decisioni difficili assieme al resto della Giunta che, sempre, sono andate nella direzione di aiutare le famiglie, i cittadini e le scuole. Ciò che è importante per la città è l’operato: ogni azione dell’Assessore e dell’intera Giunta comunale è e sarà presa nell’assoluto rispetto delle leggi e delle normative introdotte da Governo e Regione per fronteggiare l’emergenza Covid-19”.

Sottolineando che il Sindaco, travolto da se stesso, non ha risposto nel merito non avendo i mezzi nemmeno per rispondere che l’Assessore in questione aveva pubblicato il tutto dalla sua pagina personale e non dalla pagina ufficiale del Comune o da un account riconducibile al Comune, che sarebbe stato arrampicarsi sugli specchi, ma sarebbe stato almeno biascicare un qualcosa. Disgraziatamente Menani ha la memoria corta, ma noi no. Va infatti ricordato che Menani non è andato nella direzione di “assoluto rispetto delle leggi e delle normative introdotte da Governo e Regione per fronteggiare l’emergenza Covid-19” di cui vaneggia. Infatti in pieno DPCM del governo Conte, nella serata dell’11 marzo 2020, con tanto di post teocratico sulla pagina Facebook del Comune, Menani se ne stava in pubblico assembramento in sfregio alle precauzioni sanitarie. La foto che vedete l’ha postata lui. Noi eravamo a casa. In pieno lockdown.

 

(1 ottobre 2021)

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