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L’assessore Ruini e la piccata risposta alle contestazioni della capogruppo PD, Savigni

di Redazione, #Sassuolo

“Come abbiamo cercato di argomentare nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, le risorse che lo Stato ha concesso ai comuni per compensare le minori entrate generate dalla pandemia, non sono un bancomat che liberamente si può spendere fino ad esaurimento”.

Con queste parole l’Assessore al Bilancio del Comune di Sassuolo Corrado Ruini risponde alla capogruppo del Partito Democratico Maria Savigni, che come potrete facilmente notare leggendo l’intervento di Savigni a questo link, non chiedeva al Comune di diventare un bancomat.

“Vi sono procedure e modalità applicative da rispettare nella gestione di questi ingenti fondi, e soprattutto – prosegue Ruini – è assolutamente prematuro ad oggi lanciarsi in affermazioni come quella apparsa del 25% di risorse non spese. Si tratta ancora una volta di un’uscita che difetta di precisione e conoscenza specifica della materia, inoltre è una previsione. Nessun comune ad oggi può sapere con certezza quanto restituirà (dunque resituirà? ndr). Inoltre, come affermato in consiglio, non vi sarebbe alcun motivo logico nel non spendere queste risorse, visto che non potranno essere utilizzate in altro modo, ma dovranno essere restituite all’ente centrale“, restituzione che è esattamente il punto contestato da Savigni nel comunicato, al quale il lettore può accedere al link in alto.

Il comunicato dell’assessore Ruini chiude poi tacciando Savigni di “Affermazioni inesatte ed inutili. Parlare di mancanza di coraggio in questa situazione è surreale. Ma siccome riteniamo che l’articolo 21 della nostra magnifica costituzione” – quello che protegge la libertà di stampa e di opinione, e come opinionisti ci permettiamo di sottolineare l’inutilità della citazione ai fini del dibattito, di natura economica, a distanza tra i due contendenti – “debba restare un caposaldo del dibattito democratico, attendiamo future critiche e indicazioni dall’opposizione auspicando proposte concrete alle quali siamo sempre strutturalmente molto aperti”.

In quanto a capisaldi anche l’art. 3 non scherza, soprattutto laddove ricorda che è “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Con tutto il rispetto per la profonda conoscenza costituzionale della giunta leghista di Menani e dei suoi preparatissimi esponenti.

 

(6 luglio 2021)

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