“Non ci può essere libertà se non si può essere razzista”. Il Sindaco Menani è d’accordo? Se non lo è si dissoci pubblicamente

Il Sindaco Menani intervistato da La7 (fotogramma)

di G.G. #IlSassolino twitter@sassuolnewsgaia #Politica

 

Dopo essersi calati i calzoni sulla faccenda delle elemosine – il Sindaco Menanissimo era apparso addirittura su La 7, tripudio in città per la Sassuolo leghista sulle tristi cronache nazionali; dopo che la faccenda SGP ha portato nuovamente alla ribalta i menaneggi del Menani che firmò una cosa con Caselli da vicesindaco e fa il contrario da Sindaco, un altro quesito peserà sulle coscienze del Sindaco il cui eloquio è secondo soltanto a quello dell’indimenticabile Razzi.

E’ un quesito che vorremmo porre al purissimo leghismo del Sindaco e della buona giunta sassolese, e che ha una sua pregnanza ideologia, oltre che politica, partendo da un’affermazione dell’esponente leghista trombato in due elezioni consecutive, sedicente coordinatore leghista negli USA, il quale in un afflato tecnico-giuridico [sic], ha pensato bene di affermare che “Non ci può essere libertà se non si può essere razzista“.

Ora noi siamo ben lontani dal pensare che Menani e la sua giunta siano razziste, anche perché di pensarlo non c’è nessun bisogno essendo gli atti contro i migranti pubblici, ci riferiamo agli allontanamenti di persone di pelle nera dal centro della cittadina della piastrella e dell’incultura, per non parlare delle famose multe a chi faceva l’elemosina o del registro informale di ispirazione fasciosovietica…

Non parleremo delle consulenze legali affidate ai fratelli di due assessori della sua giunta perché non vorremmo, con troppi argomenti, turbare troppo una mente già stanca. Anzi stanchissima.

Però ci piacerebbe sapere se il Sindaco Menani è d’accordo con l’affermazione “Non ci può essere libertà se non si può essere razzista”, senza chiedergli di scendere in particolari tecnico-giuridici che il suo collega leghista c’ha già fatto la sua brava figuraccia… Perché noi ci teniamo a che il Menani che è anche un po’ il padre di tutte e tutti voi – mio no di certo – mantenga il decoro [sic] che la sua carica lo convince di avere.

Vogliamo solo chiederle, da cittadini che sono per l’inclusione assoluta – tant’è vero che riusciamo a sopportare stoicamente una situazione inaccettabile come la sua vittoria alle ultime amministrative, che è una delle più grandi iatture che la politica locale ricordi – se è d’accordo o no con le affermazioni del suo buon collega leghista.

Nel caso non lo fosse, e gli farebbe onore, potrebbe persino dichiararlo pubblicamente con il coraggio dei condottieri. Certo bisogna avere coraggio ed essere condottieri.

 

(10 luglio 2020)

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