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Sulle elemosine venne il giorno in cui i leghisti sassolesi si calarono le braghe (politicamente parlando) e il Sindaco Brancaleone pure

di G.G. #Sassuolo twitter@sassuolnewsgaia #maiconsalvini

 

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Ci giocavano il loro prestigio di neopargoli del prode Salvini con la dispensazione della goccia d’odio sociale quotidiana necessaria a mantenere la società divisa ed impaurita, così da poter soggiacere piscologicamente alle panzane menaniane, incredibili nella sostanza ed esilaranti nell’enunciazione. Così si erano inventati le multe a chi faceva l’elemosina in nome del decoro [sic] e persino L’Avvenire li aveva massacrati, perché si sa da dove si parte, ma mai dove si va a finire.

Per un baciapile della portata del Sindaco Menani il colpo de L’Avvenire dev’essere arrivato come una coltellata al cuore, ma non ci si può certo lamentare dell’eventuale mancanza di umanità altrui quando non ci si preoccupa della propria, così dopo dichiarazioni che hanno fatto rabbrividire un paese (nel senso di nazione) annunciando le multe a chi faceva la carità e l’iscrizione dei nomi dei caritatevoli in uno speciale registro, una lista di proscrizione diciamo, chiamata “un registro informale” [sic] da un troppo giovane ed impreparato capogruppo leghista in consiglio comunale, l’obbligata marcia indietro è arrivata. Marcia indietro che era peraltro stata annunciata, nel suo solito peculiare, personale e straordinariamente locale modo, dal Sindaco che si sente insieme un po’ Trump e un po’ Putin, in un video in cui annunciava che stava iniziando “la seconda parte del coronavirus“, perché per la Lega e la destra sassolesi la cultura e la precisione del lessico sono tutto.

Dunque la giunta si cala le braghe e il Sindaco Brancaleone con tutta l’armata, pure. L’ordinanza, il regolamento, insomma quella roba lì non esiste più. Cancellata. Come sarà il ricordo di questi amministratori quando questi sciagurati anni di legislatura saranno passati.

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Rimane questa perversione verbale ed ideologica del decoro urbano, espressione che non viene mai riferita alla necessità di avere amministratori decenti e capaci e non spudorati dilettanti allo sbaraglio, ma solo al coprire la povertà in una cittadina di provincia così convinta di essere unica e straricca da non accorgersi che il mondo è tutt’altro da ciò che era quando hanno cominciato a costruire le vilette col canczello di ferro sbatuto.

Attaccamento al passato che è l’unica forza di una giunta neofascioleghista alla canna del gas dal giorno successivo all’elezione.

 

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(30 giugno 2020)

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