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L’incontenibile piacere di ritirare il denaro al bancomat

di Daniele Santi

E chi vuole pagare due euro di caffè con il bancomat è un “rompiballe”. Eccolo di nuovo. E’ Matteo Salvini che dal nulla riesce a estrarre il nullo che gli serve per monologhi basati sul nulla senza che nessuno dei suoi interlocutori dica nulla. E’ il potere del nulla. E, tanto per cambiare, mette l’accento sullo sparare cifre con la faciloneria di chi potrebbe anche permettersi di pagare due euro il caffè grazie a quanto guadagna.

E l’ennesima performance senza contraddittorio, cartella in mano, di Salvini sulla graticola che non risparmia nulla: parla di ponti, che è sempre meglio che parlare di Ischia e di condoni, e si improvvisa dadaista tirando in ballo le trote che sono intelligenti e se c’è pericolo si fanno da parte, e francamente prendere ad esempio le trote in quello che fu il partito del Trota sembra un onore ai pesci. Che hanno il pregio di essere muti. Poi se la prende con gli uccelli, riferendosi al Ponte sullo Stretto, che è sempre meglio che tirare in ballo Ischia e i condoni. E fare dell’ironia sugli uccelli, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Così assistiamo al decadimento del segretario leghista che non trova nessuno da candidare nella sua corrente a Bergamo e viene massacrato; quello che dimentica i Congressi del suo partito e incalzano tutti persino quelli che si rivitalizzano al solo pensiero di buttarlo fuori; quelli che scrivono libri e mentre li presentano in televisione dicono tutto semplicemente perché hanno quel cognome e stanno dove stanno; quelli che lo mollano e vanno con Calenda. Siamo sempre a quel Salvini lì. Quello che doveva stravincere dappertutto: a Milano, a Roma, alle elezioni nazionali e che oggi, nei sondaggi, è quasi quattro volte sotto il primo partito, che non è il suo, con il cosiddetto Terzo Polo che lo sta facendo a pezzi a cominciare dalla Lombardia.

In tutto questo disastro politico tutto interno a Salvini e alla sua Lega in disgrazia anche in Sicilia, si capisce che si possa provare uno straziante piacere nel ritirare denaro contante da un bancomat. Perché quando non rimane nient’altro che vantarsi delle proprie azioni, persino le più insignificanti, a quelle ci si aggrappa.

 

(3 dicembre 2022)

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