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Parola d’ordine: tenere fuori Meloni e il suo partito dall’impresentabile “frittata De Angelis”

di G.G.

L’impresentabile questione De Angelis, ha una questione che Rocca – simpatico a Meloni come un’inaspettato mal di pancia – presidente del Lazio messo lì perché mica ci poteva andare Rampelli quello che niente parole straniere in Italia, poi si trova il ministero del Made in Italy tra i piedi e si deve ingoiare l’orribile Open to Meraviglie, dovrà tenere in considerazione il fatto che dalla presidente del Consiglio Meloni e leader del partito di maggioranza in Regione Lazio, è partito un ordine perentorio: “Risolvere. Ma tenere fuori Meloni e il partito”. Tradotto in garbatellese: cazzi tua.

Ed è infatti iniziata la passerella dei ministri e dei pavori, di quelli che contano, per dire, che si accapigliano per rilasciare dichiarazioni come quella di Piantedosi: “La matrice accertata è quella riferita esclusivamente alla verità giudiziaria, che ci ha consegnato una responsabilità incontrovertibile di personaggi militanti nel terrorismo neofascista” rilasciata in un’intervista al Corriere.

Poi Piantedosi, perché il momento è topico, va oltre affermando che “Ogni sforzo possibile per giungere alla definizione completa del mosaico deve essere intrapreso. Lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari”, questo dopo i deliri sulla pista palestinese che torna sempre di moda quando se ne deve sparare una grossa e ai documenti del Viminale che devono essere desecretati come da ordine suprema della generalissima Meloni e che, dice Pinatedosi, non hanno trovato connessioni con il terrorismo internazionale.

Insomma di fronte alle affermazioni di De Angelis sembrano tutti agnellini, e non vi sarà sfuggito l’assoluto e tombale silenzio della Lega al governo sulla questione, varesotto sfuggito al controllo a parte.

 

(7 agosto 2023)

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