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Si lotta contro le povertà togliendo il Reddito di Cittadinanza e gettando soldi un po’ qui e un po’ là. E lo chiamano progetto

di Giovanna Di Rosa

Il presupposto è che sono tutti fannulloni, quelli che percepivano il reddito di cittadinanza, ergo quelli che in Parlamento ne guadagnano ventimila di euro di cui c’è tanto bisogno, devono essere più degni di loro. C’era chi la chiamava casta parola che odiavamo allora e detestiamo oggi: ma è ciò di cui stiamo parlando. Un manipolo di eletti, che decide chi è fannullone e chi non lo è. Le chiamano leggi per il popolo, ma sembrano decisioni arbitrarie contro chi non ha nulla prese in nome del nulla, non certo del bilancio dello Stato. Ma sono opinioni.

Mentre infuriano le polemiche, e si infuriano i cittadini – è un pessimo segno perché i disordini sociali sono ciò che il governo potrebbe aspettare per le prove di illiberalità all’ungherese, in salsa russa – si alza chiara e forte la voce dell’ANCI che lancia un allarme che rischia di rimanere inascoltato, come scrive Repubblica: l’Inps non avrebbe potuto mettere a disposizione tutti i dati dei beneficiari e ciò ha creato difficoltà ai Comuni nel redigere gli elenchi dei nuclei familiari fragili.

Impiegare tanto tempo nel comporre e nell’inviare SMS di così profondo calore umano costa lavoro ed è naturale che poi non rimanga tempo per le stupidaggini di tutti i giorni.

Nel frattempo nel paese si alza la tensione. In provincia di Palermo c’è chi cosparge di benzina l’ufficio del Sindaco perché non riceve più il reddito; c’è chi lamenta che i corsi di formazioni non si trovano, non se ne ha traccia, dove sono e chi li fa, e chi si chiede cosa succederà tra 12 mesi. Meloni, e i suoi, quasi alla boa dei 12 mesi dall’elezioni hanno promesso tutto e il contrario di tutto e quello che stanno facendo è esattamente il contrario di ciò che hanno promesso: tra le pochissime cose mantenute, con uno scrupolo in linea con le pulsioni discriminatorie che animano l’esecutivo, la guerriglia contro le famiglie Arcobaleno e ridurre sul lastrico quelli che chiamano fannulloni, senza pronunciare l’impopolare sostantivo plurale. E’ un po’ poco per chi prometteva miracoli.

Ed è un pessimo anniversario di matrimonio [sic] con gli Italiani che a sentire Meloni e i suoi colonnelli approverebbero incondizionatamente le misure miracolistiche di un governo baciato e voluto da tutti gli dèi e di cui non siamo in grado di percepire, oh popolo bue, le grandi innovazioni che miglioreranno, semplicemente perché al governo ci sono loro, la vita di tutti gli italiani. Senza misure, senza progettualità, senza indicazioni su cosa faranno, senza attenzioni per chi è sfavorito. O ce la raccontano o abbiamo culo e non ce ne accorgiamo. Certo dall’assistenzialismo a tutti i costi al chi se ne frega della povertà il passo è brevissimo e, disgraziatamente, il risultato praticamente identico.

 

 

(31 luglio 2023)

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