Vede Salvini, lei chiamava i napoletani “colerosi”, ma oggi nessun meridionale sbeffeggia il nord al grido di “Untori”

di Daniele Santi #Coronavirus twitter@gaiaitaliacom #Lopinione

 

Questa è la sottile differenza tra Lei, ex ministro Salvini che s’è giocato la carriera al Papeete e la civilissima gente del sud. Lei li ha chiamati “colerosi”, per calcolo elettorale” così come ora per calcolo elettorale liscia loro il pelo; dal Sud non si è levato una sola ad insultare la sua Lombardia, rispetto alla quale Lei, come segretario del partito razzista e antimeridionalista convertito alla caccia al voto degli ex “colerosi” per necessità che la governa, ha enormi responsabilità.

Prima tra tutte la responsabilità dell’inumanità. Al suo partito, e certamente a Lei, dell’Altro in quanto “altro da lei” non importa un accidente, a meno che questo “altro da lei” non Le sia conveniente, in termini elettorali primariamente, o per qualsiasi altro motivo lei ritenga funzionale ai Suoi scopi. Che non sono chiari solo a Lei. Perché qui, e nemmeno là, nessuno è cretino.

Non è sfuggito che le sue dichiarazioni di reale empatia nei confronti degli ammalati da Coronavirus, o contagiati dal Covid-19 che dir si voglia siano rare almeno quanto le Sue presenze al Parlamento Europeo, dal quale peraltro percepiva un lauto stipendio da eurodeputato, ma cosa vuole che sia mai tutto ciò di fronte all’obbiettivo mai dichiarato, ma palese di diventare l’Uomo dei pieni poteri dello stato sovranista d’Italia di ispirazione post-sovietica, in linea col suo vate ed ispiratore Vladimir Putin? O di quello d’ispirazione orbaniana dell’Ungheria ai cui cittadini sono appena stati sospesi i diritti costituzionali dal suo sodale di sovranismi politic di Victor Orbán?

Vede, i napoltenai “colerosi”, i meridionali che “non fanno un cazzo” e ai quali è andato ad elemosinare il voto per conquistarsi Sicilia e Calabria dove, come nelle altre regioni che governa, la Sua Lega di Salvini sta combinando meno di nulla, le stanno dando una grande lezione di umanità. Sono certi, come ne è certo Lei, che di questa umanità indotta Lei se ne fregherà. E siamo certi tutti, meno che Lei, che un giorno la Sua inumanità Lei sarà costretto a fare i conti.

Le modalità se le sta costruendo da solo, giorno dopo giorno, nella consapevolezza assoluta e totale di essere onnipotente, invincibile e più furbo di tutti noi messi insieme.

 

(16 aprile 2020)

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