di Pa.M.M.
“Chi sta speculando” deve essere chiamato e “deve dare conto delle speculazioni che fa”, così il presidente della Regione Emilia-Romagna ospite di In Onda su La7. Poi entra subito in campo: “Per parlare di autonomia differenziata bisogna sapere di cosa si parla” e senza una definizione precisa e preventiva “dei Lep non ci può essere discussione” e “basta parlare dei residui fiscali“. E ribadisce: “L’Emilia-Romagna non vuole un centesimo in più di quanto già riceva”.
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Leggi l'articolo →Il PD “deve riscoprire la sua vocazione maggioritaria”: non possiamo “fare alleanze in stato di subalternità” e “si devono fare alleanze sui programmi”. Ci sta stretto Bonaccini nelle domande dei conduttori, e si nota. E rispetto a Conte dice: “Dopo le elezioni in Lombardia e Lazio bisognerà fare una riflessione”. Interessante, a margine, il tweet di Fabrizio Barca sul balletto PD/M5S in Lazio.
PD e M5S nel Lazio siete grotteschi. Chiudetevi in una stanza. Datevele di santa ragione. Trovate un punto di caduta. Accordatevi su 5 obiettivi. Concordate una bella Giunta. E uno o una dei candidati si ritiri e faccia n.2 dell’altra o altro. Non diteci che è impossibile. https://t.co/tZPuoYgu0t
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Leggi l'articolo →— Fabrizio Barca (@fabriziobarca) December 30, 2022
La strada sembra in salita, ma Bonaccini ricorda – inascoltato – che le cose non sono mai come sembrano, e ha il buon gusto di evitare di ricordare nuovamente la sua vittoria in Emilia-Romagna quando tutto e tutti davano per certa quella di Salvini. Ci pensa Luca Telese.
Ora sanno che possono raccontarvi qualsiasi cosa e voi vi chiuderete in casa dopo avere svuotato i supermercati
Leggi l'articolo →“Abbiamo l’ambizione di rigenerare il progetto politico del PD e in questo congresso il PD deve essere un nuovo partito laburista, con il diritto alla scuola e alla sanità che deve essere garantito dal pubblico mentre le destre tagliano la sanità a favore di quella privata”, serve “un’idea precisa di paese” e si deve partire dalla sostanza “non dal simbolo”. E chiosa Bonaccini: “Ci voteranno o non ci voteranno per quello che diciamo e facciamo” per questo al PD “serve una nuova classe dirigente“.
(3 gennaio 2023)
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