Pensare e progettare il trasporto pubblico alla luce dei profondi cambiamenti sociali, economici e ambientali in atto. Questa una delle sfide di cui dovrà necessariamente tenere conto il prossimo Piano regionale integrato dei trasporti (Prit), lo strumento strategico con cui la Regione definisce indirizzi, priorità e interventi in materia di mobilità e che avrà una vista al 2040. Lo scrive il nostro quotidiano Gaiaitalia.com Bologna.
Importante l’incontro di oggi che ha segnato l’avvio del percorso a Bologna, in viale Aldo Moro, a cui hanno preso parte l’assessora regionale a Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città metropolitana di Bologna e delle Province, oltre alle Agenzie per la mobilità.
“Stiamo entrando in una nuova fase della pianificazione regionale dei trasporti – afferma l’assessora Priolo– che deve necessariamente partire da un ascolto attento dei territori. In questi anni si sono modificati in modo significativo i comportamenti di mobilità delle persone, così come le condizioni del contesto economico, sociale ed ambientale. Per questo il nuovo Prit dovrà essere uno strumento capace di leggere questi cambiamenti e tradurli in scelte concrete, innovative e sostenibili. Il trasporto pubblico locale – prosegue Priolo – è uno degli assi portanti di questa strategia: va rafforzato, reso più efficiente e più rispondente ai bisogni reali di cittadini e imprese in un contesto in cui il fondo nazionale dedicato non cresce da almeno dieci anni rendendo difficile la sostenibilità dei servizi. Il confronto avviato oggi con Comuni, Province e Agenzie sarà fondamentale per costruire insieme un sistema di mobilità resiliente”.
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Al centro del confronto, dunque, il ruolo del trasporto pubblico locale, ma non solo, nella costruzione del nuovo Piano, alla luce dei profondi cambiamenti che hanno interessato il Paese negli ultimi anni: dalle trasformazioni socioeconomiche, alle dinamiche demografiche, agli effetti su comportamenti e stili di vita dalla pandemia da Covid-19 ad oggi, agli impatti della qualità dell’aria sulla salute delle persone, fino alla crisi energetica che incide profondamente sul comparto del trasporto delle merci e delle persone.
Sarà necessaria una riflessione approfondita sull’evoluzione della domanda di mobilità e sulle modalità di organizzazione dei servizi, anche in relazione alle risorse disponibili e alle future opportunità di finanziamento nazionali, tra cui il recente programma per la mobilità sostenibile nelle grandi aree urbane finanziato dal Ministero dell’Ambiente e finalizzato al miglioramento della qualità dell’aria.
L’incontro rappresenta il primo momento di condivisione dei dati di contesto all’interno dei quali si muove la Regione Emilia-Romagna, che proseguirà con la costruzione di un gruppo di lavoro che si riunirà nei prossimi mesi, finalizzato a raccogliere esigenze, criticità, potenzialità e proposte utili ad arricchire il quadro conoscitivo per costruire insieme gli obiettivi del nuovo Prit.
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(19 marzo 2026)
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