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Dalla Terra alla Ceramica: Sassuolo contro la concorrenza sleale

La Giunta del Comune di Sassuolo  ha recentemente approvato un atto di indirizzo che punta a scardinare un paradosso normativo che danneggia profondamente l’economia nazionale: l’attuale disciplina dell’origine doganale dei prodotti. Secondo il Codice Doganale dell’Unione Europea, infatti, un bene può fregiarsi dell’origine di un Paese se in esso avviene l’ultima trasformazione sostanziale, anche se le materie prime provengono dall’altra parte del mondo.
Il documento sottolinea come questa regola generi un profondo disorientamento nel consumatore. Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro: importato dall’estero a basso costo e semplicemente lavorato in Italia, può legalmente ottenere il marchio “Made in Italy”.

“Una sorta di nazionalità economica – afferma il Sindaco Matteo Mesini – che non coincide con la reale provenienza geografica degli ingredienti, e che mette a rischio la reputazione e il valore della nostra filiera agroalimentare. Chiediamo che i prodotti agricoli ed alimentari siano esclusi da queste norme doganali e che venga adottato come unico criterio il luogo di provenienza effettivo, per garantire trasparenza e rispetto verso chi acquista”.

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Una vera e propria battaglia per il vero “Made in Italy”: dalla terra alla ceramica.

“Garantire la trasparenza sull’intera filiera non è solo una questione di correttezza verso il consumatore – aggiunge l’Assessore Federico Ferrari – ma un atto dovuto verso i nostri artigiani e i nostri imprenditori che, ogni giorno, scelgono di investire sul territorio rispettando standard qualitativi ed etici elevatissimi. Non possiamo permettere che il valore aggiunto creato a Sassuolo venga diluito o peggio usurpato da chi non condivide la nostra stessa storia e dedizione”. Sebbene l’atto di indirizzo si concentri sul comparto alimentare, infatti,  il principio della “paternità del prodotto” è vitale per un altro pilastro dell’identità sassolese: la ceramica. Proprio come avviene nel cibo, il settore ceramico soffre enormemente a causa della contraffazione e di norme doganali permissive.

“Troppo spesso – prosegue il Sindaco – piastrelle prodotte in Paesi con standard ambientali e lavorativi minimi vengono importate e “finite” con piccoli interventi estetici o semplice inscatolamento in Italia, usurpandone il marchio di origine. Senza dimenticare la pura “contraffazione” che, soprattutto proveniente dall’oriente, spaccia nei mercati mondiali piastrelle a cui viene dato il nome di una città o di un chiaro riferimento italiano ma che, del nostro paese, hanno solamente quello.  Per un distretto come quello di Sassuolo, il “Made in” non è un semplice vezzo di marketing, ma la firma di un intero ecosistema che unisce innovazione tecnologica, design e sostenibilità. Difendere l’origine significa difendere il lavoro delle imprese locali contro una concorrenza sleale che sfrutta le pieghe del diritto internazionale per vendere prodotti stranieri come eccellenze italiane”.

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L’Amministrazione di Sassuolo si impegna ora ad attivarsi presso l’ANCI, la Regione e i Parlamentari Europei per promuovere una revisione dell’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013. L’obiettivo è una riforma che restituisca dignità alla produzione autentica, assicurando che il “Made in Italy” torni a significare, in ogni settore, che quel prodotto è nato, cresciuto e realizzato interamente nel nostro territorio.

 

 

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(20 aprile 2026)

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