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Non sono le riforme ad essere scritte coi piedi, sono gli italiani che non le vogliono

Siccome gli italiani vogliono il cambiamento, ma quando c’è da votare per un cambiamento vero dicono “No”, gli italiani non voglio il cambiamento: è la traduzione “ad cazzum” del risultato referendario dato da molta informazione d’assalto, quella fatta dagli irriducibili delle destre d’assalto che sono così impegnati a raccontare una realtà che non c’è da trovarsi invischiati persino nel giustificare il loro racconto.
Da questa agghiacciante ricostruzione un tanto al centimetro emerge un risultato raccapricciante nella sua ovvietà: gli italiani sono scemi che è un po’ quello che pensava Mussolini del popolo che mandava in Russia a morire senza equipaggiamento. Non sono coloro che stanno comodamente seduti su poltrone da 15mila euro al mese (che non avremmo nulla in contrario a pagare qualora fossero soldi ben investiti) che scrivono le riforme come capita, senza chiarire i punti da chiarire, senza spiegare ciò che faranno dopo perché si vive per un voto in più nel sondaggio di domani, e senza dire agli italiani i perché e i percome. No. Sono gli italiani che resistono al cambiamento. Ma di quale cambiamento stanno parlando certi cialtroni se tutto ciò che raccontano come riforma corrisponde in realtà a una involuzione peggiorativa dell’esistente avendo in mente non di riformare, ma di prendersi tutto il potere possibile?

Così gli italiani dicono No. Ma mica perchè sono scemi. Dicono No perché coloro che vivono raccontando di essere riformatori, ma sono in realtà restauratori, si sbugiardano da soli; mettono in piedi gazzarre indecorose ad ogni campagna elettorale; eleggono capipopolo a libro paga come portavoce aggressivi e maleducati e alla fine, quando vengono fermati, con l’astio che li caratterizza esprimono giudizi sprezzanti sul popolo di cui si sono riempiti la bocca quando raccontavano le loro bugie in campagna elettorale facendo finta di rispettarne la volontà. Indecorosi almeno quanto ciò che promettono e non mantengono. Opachi come le soluzioni che promettono senza entrare nel merito.

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