Sei sarebbero stati i terroristi, secondo i media russi, fra i 29 e i 62 anni d’età e provenienti dal Tajikistan, serbatoio di reclutamento naturale per lo Stato islamico in Afghanistan essendo molto semplice attraversare il confine e raggiungere uno dei tanti campi di addestramento sparsi nelle zone meno abitate del paese, in zone così remote che nemmeno i talebani riescono ad arrivarci e a eliminare.
Impegnate ad accusare l’Ucraina le autorità russe dimenticano che i Tajiki sono difficilissimi da controllare persino quando sono in Russia perché, lo conferma Repubblica, possono entrare in possesso di un visto di novanta giorni per lavoro concesso con una procedura automatica. E sono tantissimi, quasi un milione.
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La cellula dello stato islamico afghano si chiama Iskp, dalla sigla inglese, ed è la divisione del gruppo terroristico più attiva nel lanciare operazioni all’estero; ne ha messe a segno ventuno negli ultimi dodici mesi, non tutte riuscite, per fortuna e l’attività jihadista dell’Iskp è stata riorganizzata con grande rapidità dopo il ritiro dei soldati americani dall’Afghanistan.
Sono proprio fonti americane a confermare che nemmeno la sorveglianza dei talebani, ammesso che ci sia sorveglianza dei talebani, non è sufficiente contro una simile velocità nel riorganizzare il terrorismo jihadista.
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(23 marzo 2024)
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