E Nicola Zingaretti, il segretario che “non ha mai perso”, dà la colpa a Matteo Renzi

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di Daniele Santi #PD twitter@gaiaitaliacom #ItaliaViva

 

Nel lungo elenco dei lo sapevamo già non poteva mancare il segretario del PD Nicola Zingaretti che dà la colpa della sconfitta in Umbria a Matteo Renzi. Anche di questo avremmo potuto scrivere il 25 ottobre, certi di non sbagliarci, ma saremmo stati sommersi da insulti come ci successe quando, nel 2015, scrivemmo che M5S e Lega sarebbero andati al governo insieme.

Il PD del segretario che non ha mai perso, definizione che Monica Cirinnà ha dato del buon Zingaretti ignorando che c’è sempre da chiedersi quanto dura un “mai”, si trova con il suo partito al 22,5% dei voti in Umbria e vede la coalizione che lo sostiene (senza Italia Viva) tornare a casa con il 37,5% dei voti quando la Lega da sola ne raccoglie il 37%, non trova di meglio che dare la colpa a Renzi chiarendo definitivamente (come se ce ne fosse bisogno) che la colpa della sconfitta in Umbria è di Matteo Renzi.

La domanda che Zingaretti dovrebbe farsi è invece un’altra: perché si dovrebbe votare un partito che si definisce di sinistra e pratica politiche di destra? Come si recuperano i voti del primo partito italiano che è quello che a votare non ci va più e del quale tutti i partiti dell’agone parlamentare – sinistra in primis – si dimenticano allegramente? Cosa ha fatto Zingaretti in questi mesi a parte fare il piacione e presentarsi con un’idea a livello nazionale che viene sbugiardata puntualmente dalle sue scelte a livello locale? Programmi? Scelte? Ricollocazione del partito a sinistra? Diritti? innovazioni? Scelte che facciano ripartire l’economia’ Alleanze sensate al di là delle necessità della poltroncina? Zingaretti non ha fatto niente. E niente farà, perché l’unica legge all’interno del PD è quella dei fratelli coltelli e quella è l’unica politica che il PD pratica. Non dai tempi di Renzi, ma dal momento della sua nascita.

Poi se proprio vogliono dare la colpa a Renzi…

 

(28 ottobre 2019)

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