Franceschini, segretari-ombra e l’aurea inconcludenza di Nicola Zingaretti

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #PD

 

Nicola Zingaretti ed il segretario-ombra D’Alena con le buone influenze di Franceschini la cui agghiacciante legge sullo spettacolo dovrebbe essere chiarissima indicatrice delle su capacità politiche, continuano a tramare alle spalle di tutto un popolo – quello del PD – affinché l’unico partito d’Italia governato da gente che ne ha fondato  un altro faccia la sua orrenda alleanza con il M5S. L’ipotesi pare più che un ipotesi. E più che ventilata è flatulenza.

Sulla questione tanto Matteo Renzi quanto Carlo Calenda le hanno dette chiare, come d’abitudine. Se dovesse passare l’accordo auspicato da Franceschini, con le onorate ambasciate dei vari fuoriusciti di Articolo Uno pronti a rientrare nel PD se i due dovessero andarsene per dargli manforte con il loro favoloso 2% dei voti, loro se ne andranno.

Così che sia chiaro, e dispiace scriverlo, che il PD è un morto che cammina. Poco e male.

Con intenzioni di voto che oscillano tra il 22,7% quando va bene ed il 21,5% degli ultimi sondaggi, Nicola Zingaretti più che un segretario politico è un bacello cresciuto nel deserto, non si sa come né perché, che grida al mondo la sua straziante solitudine, incosciente che il mondo ha tante altre cose di cui occuparsi.

Se diamo retta ai sondaggi, e diamogli retta tanto se possiamo dare retta a Zingaretti, Salvini e Meloni possiam dar retta anche ai sondaggi, i possibili partiti di Calenda e Renzi valgono attorno al 9% ciascuno: quanti voti rimarrebbero al PD lo sa calcolare anche Zingaretti. E ci fermiano qua.

Il suicidio post vacanze firmato M5S-PD parrebbe proprio essere dietro l’angolo: tutto questo mentre le scorribande di Salvini continuano; gli italiani sono sempre più intolleranti e furiosi; in questo paese tutto è fermo, a parte le dita degli italiani che devastano tastiere scrivendo porcate; i salari sono i più bassi d’Europa; fare impresa è diventato praticamente impossibile; le tasse sono inaffrontabili; ci sono accordi con potenze straniere illiberali che non si affrontano.

In tutto questo il silenzio di Zingaretti, principe dell’aurea inconcludenza, è come uno scintillante presagio di morte politica prematura. Su, segretario, abbia coraggio. Facciao questo accordo con il M5S così che la sua affascinante [sic] ed inconcludente epopea si concluda definitivamente con la sua sparizione dalla scena politica.

 

 

(24 luglio 2019)

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