di Daniele Santi #Lopinione twitter@modenanewsgaia #Politica
Comune di Sassuolo, ad agosto uffici comunali chiusi al sabato
Come ogni anno, con l’inizio del mese di Agosto, anche gli uffici del Comune di Sassuolo iniziano turni... →
Insomma, non gli credono più nemmeno i leghisti. Matteo Salvini è stato fischiato sonoramente anche a Dolo, vicino a Marghera, durante il suo tour elettorale. Il tribuno ha parlato di migranti con i soliti toni: “Non stanno scappando dalla guerra, ma la guerra ce la portano in casa”, come se non fossero sufficienti certi politici a crearci la guerra in casa.
Nemmeno a Dolo ci sono cascati, e come già sta succedendo in numerose località nel resto d’Italia (gli articoli qui, qui e anche qui) salvini è stato sonoramente fischiato e coperto di grida che lo chiamavano “Buffone”. Mentre le forze dell’ordine costituivano il cordone di protezione all’ex ministro dell’Interno che continua a gettare benzina sul fuoco dell’intolleranza e dell’odio sociale, senza cambiare rotta, nemmeno ora che il messaggio che dice “basta” gli arriva con grande chiarezza.
La sonora batosta in Emilia-Romagna non è servita a Salvini e al suo, ormai, sempre più sterile agire evocando un nemico, uno qualsiasi, basta che sia migranti e in condizioni d’inferiorità, brandendo crocifissi quando non si può scagliare contro nessuno. Un’impudenza mai vista.
Paggerie Giovani, pubblicato il bando per la gestione
È stato pubblicato l'Avviso pubblico dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, promosso in collaborazione con il Comune di... →
Qui il video che documenta i fischi.
(16 settembre 2020)
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