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Guarda un po’ si sono accorti che Sgarbi dice le parolacce (e hanno la faccia tosta di scandalizzarsi)….

di G.G.

Il mondo culturale italiano, ministro della Cultura da quindicimila volumi in casa incluso, si è accorto che Sgarbi dice le parolacce, le dice pesanti, le dice per stupire convinto che vada bene così e perché è fatto così, si circonda di Morgan come se nessuno sapesse come è fatto Morgan e le dice persino in casa di quello che è il giornalista da guardia dell’augustissima presidentessa del Consiglio premiato con una bella presidenza. Per meriti, cosa avete capito? E ha invitato SgarbiMorgan sapendo benissimo chi fossero.

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Così il mondo culturale italiano, ministro della Cultura da quindicimila volumi in casa incluso, con tanto di indignazione giuliana al seguito, è ora tutto un proliferare di indici puntati, di questo non si fa, di basta al turpiloquio, di rispetto per le donne, di basta parlare di fxxx: un mondo di smemorati opportunisti che dimenticano che Sgarbi ha fatto semplicemente Sgarbi; quello stesso Sgarbi che interpreta da decenni interpreta se stesso da quando ha cominciato a gridare ferocemente dagli schermi di Canale 5 dove era perfetto perché per il mondo culturale italiano di allora, piaceva tanto a Costanzo, bucava lo schermo. Per me, che sono un uomo semplice, gridava troppo e sotto dettatura, ma sono opinioni. E non è detto che la mia sia quella giusta. Di certo come agisca Sgarbi quando ritiene sia utile alla sua performance è noto a tutti. Soprattutto a Sgarbi. Di cosa stupirsi dunque?

Annoto, da cronista, che questo gridare scomposto nel post-incontro Sgarbi-Morgan con tanto di battuta infelice sul berlusconi risorto fa parte, temo, del gioco di una destra che nonostante l’essere diventata il nuovo partito di dio dopo la morte del dio, rimane volgare e gratuitamente cialtronesca esattamente come prima, nonostante le postume incursioni giuliane a beneficio di un perbenismo di facciata che suona fuori posto come un colibrì su un escremento. Se non volevano Sgarbi e se non volevano che Sgarbi – che è pure sottosegretario di Stato, irrilevante dettaglio sul quale si sorvola – facesse Sgarbi esattamente come ha sempre fatto; se non volevano che Morgan facesse Morgan, non dovevano invitarli.

Piuttosto il presidente Giuli dovrebbe spiegare come mai è calato il silenzio sulle lettera firmata da quarantadue dipendenti (su quarantatré) che protestava contro la caduta di stile alla quale il nuovo presidente di melonissima fede non è certo estraneo e che un’istituzione culturale come il MAXXI non può permettersi.

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Ecco presentata la nuova via culturale delle destre contemporanee che bisogna togliere il monopolio culturale alle sinistra e per farlo si parla di fxxx e di berlusconi risorto. Per raccontare un tale cambiamento – dicasi involuzione, e siamo appena all’inizio – non basteranno quindicimila volumi (spazio occupato circa 180 metri di librerie, e c’è chi vive, se ha fortuna, in venti metri quadri, perché nemmeno la destra sociale scherza).

 

(3 luglio 2023)

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