Il piccolissimo Kfir, è morto insieme alla madre e al fratello. Lo ha reso noto Hamas con un messaggio su Telegram delle brigate Qassam secondo le quali il neonato sarebbe deceduto “in un bombardamento sionista”. Lanciarsi accuse reciproche anche dopo la morte di un neonato descrive bene l’abbruttimento nel quale le parti sono cadute, senza bisogno di molte parole in più.
Il piccolo, secondo le comunicazioni citate da numerosi media internazionali, è morto insieme al fratellino Ariel (4 anni) e alla madre Shiri a causa di un “bombardamento sionista” nel sud della Striscia di Gaza. Non sono stati resi noti altri dettagli.
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Da giorni Hamas speculava sulla sorte del bambino, del suo fratellino e di sua madre che dovevano essere nelle liste degli ostaggi pronti ad essere liberati. Fino a poco prima dell’annuncio, sulla cui veridicità è lecito nutrire qualche dubbio dato che i terroristi potrebbero semplicemente avere deciso di non liberare né lui, né il fratellino, né la madre, era girata la voce che il piccolo era stato ceduto a un gruppo minore, conosciuto con la sigla in inglese Pflp (sedicente Fronte popolare per la liberazione della Palestina), di ispirazione marxista che l’aveva portato a Khan Younis nel Sud della Striscia.
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