Il giorno in cui Zingaretti posò la sua santa mano su Renzi parlandogli con la sua inutile testa

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di E.T. #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Così arrivo Suor Zingaretti e decise di posare la sua santa mano sulla testa del discolo Renzi  partorendo parole di pace dalla sua inutile testa: “Matteo, fai il bravo. Aiutaci a vincere. Tu sei una risorsa per il convento… Ops… per il Partito”

Non vi viene da vomitare? A me un tantinello sì…

Perché da cancro incancrenito della sinistra, da distruttore del PD, da futuro dittatorello d’Italia, da uomo che voleva distruggere la Repubblica con un referendum, da delinquente seriale che voleva fucilare i senatori per abbassarne la presenza in parlamento, da arrogante insopportabile e incapace, da segretario dittatore che si arrogava il diritto di governare il PD grazie soltanto all’oltre 70% dei voti alle primarie, per due volte!, ecco Renzi diventare di colpo una risorsa.

Non ha rimediato proprio un trionfo di applausi, il segretario piacione – quelle che parla di un PD Verde su Facebook e nelle interviste a Repubblica e poi vuole aprire una discarica vicino a Riano, per la precisione a Pian Dell’Olmo – subito dopo l’uscita verbalizzata in quella contrada in provincia di Reggio Emilia dove sono rossi anche gli asparagi, che è in grado di organizzare una Festa del PD che richiama migliaia e migliaia di persone, appuntamento obbligato per i big della politica. Anzi, diremmo gli applausi sono stati pochini, rispetto alla portata presunta del razzo.

Zingaretti però si è preso tutte le prime pagine dei quotidiani. Il nostro compreso.

Il silenzio tombale di Renzi, senza prendere in considerazione il gelo di Calenda, vale momentaneamente più di qualsiasi risposta alla proposta indecente che non si può spiegare nemmeno con i numerosi strati di pelo sullo stomaco di chi ingoia politica da troppo tempo. Zingaretti non ha nessuna voce in capitolo nel PD, se la minoranza silenziosa dei renziani, silenziosi perché silenziati, sternutisce, Zingaretti salta in aria. E il segretario ombra del PD Massimo D’Alema, vigila. Meglio essere prudenti. Non si sa mai.

Così Zingaretti pensa di vincere le elezioni e chiede a Renzi di essere quello che tira la volta: in realtà la storia è più plausibile e coerente ai meccanismo del PD cuperlo-dalemian-zingarettian-bersaniano messa in questi termini: Zingaretti è certo che le elezioni le perderà e coinvolge Renzi per incolparlo della sconfitta, così da farlo fuori definitivamente.

Così sarebbe gradevole vedere all’opera Renzi Calenda con due nuove formazioni che stritolino il PD al centro, svuotino Forza Italia e i moderati della Lega (i sono, ci sono) e diventino l’ago della bilancia politica dei prossimo quindici anni. Magari con l’aiuto di Mario Draghi,

 

(9 agosto 2019)

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