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Il patto tra la Presidente e il Ministro: “Niente concorrenza sleale”. O delle tragiche sofferenze di Meloni

di Giovanna Di Rosa

Era stato un incontro superblindatissimo in una masseria pugliese dove la presidente del Consiglio Meloni e il vicepremier e ministro Matteo Salvini si erano incontrati giurandosi amore politico eterno e soprattutto “Niente concorrenza sleale” perché tocca raccontargliela all’elettorato ancora un po’ con qualche limatina di prezzi qui, qualche presina in giro là, qualche extra-gettito (quali?) da un’altra parte. Insomma il contentino al popolino in onore al patto supremo del “Niente concorrenza sleale”.

Ci sono le Europee alle porte e per l’Italia rimarrà poco tempo, toccherà dedicarsi agli Italiani: per raccontargliela ancora una volta, sperando che ci caschino di nuovo.

Questo accadeva eoni prima che Salvini cogliesse al balzo la palla lanciata da Fratelli coltelli d’Italia che, Donzelli in testa, hanno pensato bene di cercare di impallinare il ministro Crosetto, e proprio sulla base del patto “Niente concorrenza sleale” decidesse di saltare sul carro del Vannacci che scrive come pensa e si autoproduce da sé, perché in questo paesucolo sono diventate tutte star di prima grandezza. E di pessima scelta.

Meloni d’Italia si sarebbe un po’ risentita, diciamo. Perché a tentare il sorpasso alla sua destra non sarebbe stato soltanto Alemanno, ma pure Salvini e dentro il partito della presidente del Consiglio si tace per compassione sull’uscita di Donzelli che pretendeva, forse solo nei suoi calcoli, di non spaccare l’elettorato.

Gli toccherà rifare i conti. Non solo in senso di conti dello Stato. Meloni è sofferente per le coltellate dei Fratelli e insofferente per quelle dell’alleato che la vuole scarnificare approfittando del fatto che il ruolo istituzionale impedisce a Meloni gli eccessi verbali con trasfigurazione paonazza cui il ruolo di oppositrice di ferro senza se e senza ma – salvo poi fare il contrario di quel che diceva una volta al governo – ci aveva abituati.

L’Armata Brancameloni conferma così di essere tutta una sorpresa: se non fosse una tragedia verrebbe persino da sorridere.

 

 

(22 agosto 2023)

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FIORANO MODENESE