Il Sindaco di Sassuolo: “Le sanzioni alla Russia rischiano di rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso”. La geniale intuizione che mancava

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di G.G.

Evidentemente alla Lega non è bastata la performance da oscar del segretario Salvini, quella per la quale tutto il mondo ci prende per i fondelli, ma occorreva anche la dichiarazione nemmeno troppo nascostamente filo-russa del suo sindaco Menani, quello che in Russia da Sassuolo ci voleva mandare gli esodati. A lavorare.

Oggi, in un rigurgito di paterna attenzione alla situazione internazionale della quale è un esperto, come si evince dalle sue parole, il Sindaco paternalista si rivolge con auree parole al governo, dimenticandosi che al governo c’è anche il suo partito.

“Un intervento massiccio” dice rivolgendosi al nulla l’augusto Primo Cittadino “in grado non solo di aiutare da subito le aziende ma anche di dare un segnale forte a quella speculazione che, oggi più che mai, sta creando disastri nel mondo produttivo e nelle famiglie”, dopo le proposte avanzate ieri in audizione alla Camera dei Deputati dal Presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani.

Menani dice poi di essere in “stretto contatto con i parlamentari” ai quali avrebbe chiesto “di agire in fretta perché la situazione sta degenerando tanto velocemente quanto pericolosamente. Numerose aziende ceramiche hanno già spento i forni, altre le seguiranno a breve a causa dell’incredibile aumento dei costi energetici e delle materie prime, che oggi è anche difficile reperire. Non solo loro, inoltre, sono in difficoltà: tutto il settore dei fornitori rischia il collasso” continua la nota stampa del Comune “imprese e piccole officine che hanno già spedito ordini ma che non hanno la certezza di essere pagate, altri che con gli ordinativi pronti in magazzino non riescono, o non possono, spedirli. Il distretto ceramico stava uscendo a testa alta da due anni di crisi causata dalla pandemia da Covid 19 con aumenti di fatturato che superano il 6% ed ordinativi da tutto il mondo. Il rincaro dei costi energetici e la guerra in Ucraina rischia non solo di vanificare tutto, ma addirittura di peggiorare le cose: in audizione alla Camera il Presidente Savorani ha evidenziato come siano oltre 4.000 persone per le quali si è dovuta attivare la cassa integrazione straordinaria e per le circa 30 unità produttive che si sono fermate, a cui ne vanno aggiunte altre che stanno lavorando a ciclo ridotto. Il tutto pur in presenza di un portafoglio ordini che invece sarebbe brillante”.

E già. Tutto sarebbe andato diversamente se non fosse scoppiata una guerra scatenata da un leader di cui ci si vantava di essere amici indossando magliette con la sua effige. Menani e la sua Lega, a Sassuolo, in campagna elettorale, si spellavano le mani quando Salvini in piazza raccontava la panzana del secolo: “Porteremo le tasse per tutti al 15%”. E tutti a gridare e applaudire. Sic transit gloria mundi.

Poi il gioiello di geopolitica che da Menani tutti ci aspettavamo: “Le sanzioni imposte alla Russia sono giuste e condivise da tutti ma rischiano di rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso in una situazione al limite del collasso: occorre intervenire immediatamente per evitare il peggio”. E certamente quando parla di “situazione al limite del collasso si riferisce all’Ucraina a ferro e fuoco e ai cittadini e cittadine che nel breve volgere di una notte hanno perso tutto. O no?

 

(12 marzo 2022)

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