Il Sindaco leghista Menani incontra Giorgetti “della Lega”, ma non parla delle decisioni prese (che non si siano prese affatto)?

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di Giancarlo Grassi

Con un comunicato stampa di cui non si comprende la ratio né l’obbiettivo il Sindaco Menani, quello che voleva spedire gli esodati in Russia, sempre lui, lancia una serie di dichiarazioni sulla crisi del Consorzio Ceramico dovuto all’aumento dei costi di gas e elettricità, essenziali alla produzione, dovuto all’invasione di Putin dell’Ucraina e non alla cattiveria della gente.

Menani si sgola: “Trenta stabilimenti fermi, circa 4 mila lavoratori in cassa integrazione: una situazione più che mai drammatica a cui si aggiunge la difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, che come noto arrivavano in buona parte delle zone attualmente teatro di guerra, con le scorte nei magazzini che rischiano di terminare dopo Pasqua. Siamo arrivati al paradosso – commenta ancora il Sindaco – che gli ordini provenienti da tutto il mondo, perché la nostra ceramica è ancora oggi universalmente riconosciuta come la migliore, rischiano di non poter essere evasi a causa di rincari energetici fuori controllo, per buona parte figli di una speculazione che non guarda in faccia a nessuno”. Stessi concetti già espressi qualche giorno fa, dal Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani prima dell’incontro del 21 marzo presso la ceramica Casalgrande Padana, con il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, l’Onorevole Benedetta Fiorini e i vertici di Confindustria Ceramica.

Il comunicato prosegue poi parlando di una generica “disponibilità del Ministro Giorgetti”, e ribadisce vicinanza “a Confindustria Ceramica” perché è con la vicinanza che si pagano i conti, ma non dice – nel dettaglio – quali necessità siano state manifestate e quali disponibilità Giorgetti (del quale si sottolinea “della Lega” come se fosse l’unica cosa che conta) abbia dato rispetto a sbandierate “soluzioni concrete” che non si dettagliano.

Perché tra ululare alla luna e alzarsi dalla poltrona e trovare soluzioni, mandare gli esodati in Russia oggi sarebbe complicato, c’è una grande differenza.

 

(23 marzo 2022)

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