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Israele nella striscia di Gaza dopo l’attacco di Hamas che ha provocato 600 morti

Il brutale attacco a sorpresa di Hamas, oltre cinquemila missili, centinaia di morti e di ostaggi – l’orrore è riassunto nel racconto di un padre che ha raccontato alla tv israeliana di aver visto la moglie e i due bambini di cinque e tre anni ripresi in un video che mostrava gli ostaggi di Hamas portati a Gaza – ha già scatenato la reazione di Israele che ha avvisato i Palestinesi della Striscia di Gaza di lasciare le loro abitazioni.

E mentre ad Alessandria d’Egitto si scatenano disordini e ci sono vittime, si sa che quelli che la stampa internazionale definisce terroristi sono arrivati in Israele via mare, via deltaplano e hanno sfondato le barriere di terra. Dodici ore dopo l’attacco controllavano ancora alcuni villaggi israeliani. Hanno ucciso 600 persone, ne hanno ferite più di mille e hanno fatti prigioniere, ostaggi, decine di persone tra civili e militari.

Scuole chiuse, niente servizi se non in modalità di emergenza: trasporto pubblico, supermercati, locali. Tutto. E Israele si interroga sul perché l’intelligence abbia fallito e nel cinquantesimo anniversario della guerra del Kippur mentre l’esercito si è fatto trovare impreparato. Torna, cinquant’anni dopo, la guerra. Tutti prevedono che sarà lunga. Gli Stati Uniti, gendarmi come sempre, informano che ci sono armi sufficienti per sostenere Israele. Dove ci porterà tutto questo dispiegare di armi, davvero non sappiamo. O forse sì. E non resta che sperare che non vada così.

Netanyahu non le ha mandato a dire: “Colpiremo duro e subito”. Questo mentre le associazioni pro-Israele fanno sentire la loro voce.

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 



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