La Camera chiusa per ferie per 38 giorni. Tanto in Italia tutto va bene… E’ a forza di stare sui social che ci si stressa

Una giornata impegnativa alla Camera dei Deputati (foto di repertorio)

di Giovanna Di Rosa #Camera twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Qualcuno ci griderà che nel 2017 di giorni di ferie ne fecero quaranta. Verissimo: e dato che ha buona memoria questo che ci ricorda i 40 giorni di ferie del 2017 ricorderà anche il casino che il M5S scatenò perché, secondo il M5S d’opposizione loro, i politici dovevano lavorare anche a Ferragosto. Natiuralmente per il M5S di governo le cose sono completamente diverse. Perché c’è un M5S per tutte le occasioni.

Dopo l’ultima seduta del 2 agosto, che è la giornata in cui stiamo scrivendo questo articolo, l’Aula di Montecitorio tornerà così a riunirsi lunedì 9 settembre, quando all’ordine del giorno ci sarà la riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari sulla quale è quasi certo che salterà il governo. Le Commissioni, bontà loro, riprenderanno i lavori il 2 settembre nonostante il parere delle commissioni per questo governo conti nulla. O forse meno. Il Senato ha invece ancora tre sedute dove dovrà approvare il decreto sicurezza bis; e c’è ancora tutta la bagarre sulla Tav da affrontare.

Insomma ferie lunghissime proprio come se tutto andasse bene: del resto l’Italia procede a gonfie vele, i conti scoppiamo di salute, le pance di certi ministri pure; si giocherella con i soldi pubblici dei cittadini come se fossero un fatto privato, non si fa nulla di ciò che si è promesso, in compenso si montano polemiche ad arte su ci che fanno gli altri, permettendo ai proprio figli lussi che i figli del popolo che il governo del popolo vuole proteggere non possono nemmeno pensare; ci si scanna sul nulla sennò tocca parlare di Savoini e dei rubli che potrebbero esserci, ma anche no ed ogni giorno tocca inventarsi un nemico nuovo da gettare in pasto agli sciacalli da social in nome di un punto percentuale in più nelle intenzioni di voto. Una vita di merda.

Non stupisce quindi che ci sia bisogno di tanto tempo per rimettersi in sesto, puta caso, che ci sia un settembre di fuoco dove chi va per suonare alla fine esce suonato e chi va per trionfare alla fine ci rimane male. All’insegna del sic transit gloria mundi meglio godere finché ce n’è finché peste non ci colga. E se coglie gli altri è meglio. Perché anche il governo del popolo alla fine è tanto squisitamente umano da avere proprio tutti i difetti degli umani.

 

(2 agosto 2019)

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