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Leoni da tastiera, “No Vax, No Green pass”, manifestazioni “flop” e certi Sindaci difensori d’ufficio

di Daniele Santi, #Covid19

E’ sfortunato ‘sto Sindaco, non fa in tempo e prendere le difese del suo assessore No Vax e No Green pass, che subito il suo segretario di partito e Vate, dicasi Salvini, scatena un putiferio votando contro il Green pass alla Camera. E poi se la prende con Monica Cirinnà, a proposito di distrazioni di massa.

La storia è nota: qualche giorno fa il Sindaco Menani, leghistissimo sindaco, nel bene e nel male, aveva preso le difese istituzionali, con un comunicato stampa partito da una sede istituzionale, di uno dei suoi assessori che in totale libertà ed indipendenza, da una pagina Facebook privata e non istituzionale, parlando a pieno diritto a titolo personale (art.3 della Costitizione) aveva detto la sua sul No Vax e Green pass.

Il Sindaco menanissimo aveva tuonato affidando il suo scarno vocabolario all’ufficio stampa comunale affinché tentassero, in un’opera tanto disperata quanto utile al popolo, di vestire di senso politico le sue parole. C’erano quasi riusciti a confezionare qualcosa di leggibile, ma poi i fatti leghisti hanno superato in velocità persino il non velocissimo Menani, con Salvini e la Lega che dicono “no” alla Camera al Green pass.

A voler pensar male, ma si fa peccato anche se ci si sbaglia raramente, quella di Menani nei confronti dell’assessore che parlava a pieno diritto a titolo personale, rischia così di trasformarsi, post mortem, in difesa d’ufficio di una opinione politica non richiesta e innecessaria. Questo perché gli eventi maldestri superano sempre, negli effetti dei quali spesso siamo incoscienti, le migliori buone intenzioni. Anche ammettendo di averne qualcuna.

Così passata la giornata trionfale del menanissimo difensore d’ufficio del quale non c’era bisogno, il leghistissimo sindaco di Sassuolo si trova in un colpo solo con leoni da tastiera che insultano e minacciano, ma poi al momento di fare le manifestazioni tirano il culo indietro, come da traduzione letterale dal dialetto locale; una difesa d’ufficio che doveva essere in origine una sfuriata a difesa della libertà d’espressione (ma non di tutti, basti vedere come tratta le opposizioni, leggere per credere); un segretario leghista di partito leghista che vota contro il governo di cui la Lega fa parte e contro tutti i ministri e sottosegretari leghisti. Neanche una Fata Turchina ubriaca poteva arrivare a tanto.

Ce lo dica, Sig. Sindaco. Non ci crede nemmeno lei di essere entrato in un simile tourbillon – lo pronunci pure come le viene: come dicono i colti di questa cittadina il francese e il dialetto sono proprio la stessa cosa.

 

(1 settembre 2021)

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