Meloni avrebbe fatto avere “35mila euro a un clan di nomadi per la campagna elettorale”

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di Giovanna Di Rosa, #Politica

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica che cita un verbale segreto della rivelazione di un pentito alla Dda di Roma, spunterebbe il nome della leader di Fratelli d’Italia che avrebbe fatto consegnare, per mano di un suo uomo, trentacinquemila euro a un clan di Latina che la Dda di Roma ritiene essere un clan mafioso.

Repubblica cita l’accusa del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo davanti ai “pm antimafia romani, Corrado Fasanelli e Luigia Spinelli, da tre anni impegnati in una serie di indagini su alcune famiglie di origine nomade radicate nel capoluogo pontino, legate a doppio filo ai Casamonica, e che per gli inquirenti hanno messo su delle vere e proprie associazioni per delinquere di stampo mafioso”. Anche Report si era occupato nei mesi scorsi di chiacchierati e mai troppo chiariti rapporti di Fratelli d’Italia con elementi ritenuti legati alla malavita nel latinense.

Secondo il quotidiano dal verbale segreto citato spunta il nome della leader di Fdi. Agostino Riccardo, collaboratore di giustizia, avrebbe dichiarato ai pm: “I soldi consegnati in contanti dentro a una busta del pane davanti al distributore di fronte al bar Shangri-la all’Eur”. L’uomo della Meloni ci salutò dicendo: “Io a voi nun ve conosco. Nun v’ho mai dato gnente”. Meloni replica secca: “Notizia falsa che mi infanga”. Di fatto Meloni è stata rieletta alla Camera nel 2018 nel collegio uninominale di Latina.

Nel 2013 – ha dichiarato Riccardo ai pm Fasanelli e Spinelli – alle elezioni politiche, prima di conoscere Gina Cetrone, presentata da Di Giorgi, al bar eravamo io, Pasquale MaiettaViolaGiancarlo Alessandrini“. Tutti componenti del clan Travali, più volte coinvolti in vicende di estorsione, armi e violenze. Maietta – ha precisato il pentito – ci presentò Giorgia Meloni. Era presente anche il suo autista. Parlavamo della campagna elettorale e Maietta disse alla Meloni che noi eravamo i ragazzi che si erano occupati delle campagne precedenti per le affissioni e per procurare voti. Parlarono del fatto che Maietta era il terzo della lista, prima di lui c’erano Rampelli e Meloni, nonché del fatto che Rampelli, anche se eletto, si sarebbe comunque dimesso per fare posto al Maietta.

Così scrive Repubblica citando il verbale che trovate, insieme ad altri approfondimenti, qui. Fratelli d’Italia è stato flagellato nel sud d’Italia, nel corso del 2020, da una lunga serie di arresti rispetto ai quali la leader del partito si è sempre pronunciata poco, considerando i suoi standard urlatori. Oggi viene tirata in ballo personalmente. Nessuno ha interesse a che sia colpevole, nemmeno lei stessa. E in un paese dove la regola del diritto è la presunzione d’innocenza, la presunzione d’innocenza vale anche per la leader del più forcaiolo tra i partiti dell’arco costituzionale.

 

(6 marzo 2021)

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